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Continua la lotta dei lavoratori Teleperformance di Roma

16. Ottobre 2019 | Da | Categoria: Teleperformance

Da venerdì 11 ottobre i lavoratori Teleperformance di Roma, insieme ai lavoratori somministrati, sono in sciopero (indetto dai Cobas e dalla sola Nidil) per rivendicare condizioni di lavoro semplicemente più umane.

Un sotto-staffaggio generalizzato, dovuto all’espulsione di decine di lavoratori somministrati non rimpiazzati (mancato rinnovo e/o risoluzione anticipata dei contratti), un’organizzazione del lavoro a dir poco approssimativa, la totale incapacità di pianificazione del lavoro anche nel medio periodo , ha provocato un rilevante peggioramento delle condizioni di lavoro di tutti i lavoratori: carichi di lavoro insostenibili (continue chiamate in coda, gestione di 3 chat contemporaneamente, ecc.), ritmi di lavoro estenuanti (continue pressioni aziendali sui lavoratori per la riduzione dei tempi di chiamata), impossibilità assoluta da parte del lavoratore di gestire l’attività lavorativa (anche solo per poter espletare i bisogni fisiologici): in poche parole, centinaia di lavoratori costretti a subire altissimi livelli di stress che mettono in pericolo la salute psicofisica degli stessi.

A tutto ciò si aggiunge la completa insensibilità da parte della proprietà per le normali esigenze dei lavoratori: ferie negate, ROL rifiutate se non recuperate con ore di lavoro straordinario, piani ferie inapplicati, ecc.

I primi ad alzare la testa sono stati i lavoratori del servizio Chat AC che hanno detto basta a delle condizioni di lavoro oramai non più tollerabili, senza nessun appoggio delle RSU in carica che hanno preferito vergognosamente “voltarsi dall’altra parte”.

Ma crediamo che questo debba essere soltanto l’inizio: tutti i lavoratori di tutti i servizi subiscono da molto tempo la prepotenza aziendale che continua a fare profitti grazie al lavoro sottopagato di noi operatori, operatori che in questi anni hanno ricevuto in “premio” solo accordi peggiorativi del CCNL, riduzioni del salario, ammortizzatori sociali e richieste continue di sacrifici, mentre l’azienda continua indisturbata a delocalizzare e a spostare volumi di chiamate all’estero.

Solo la lotta unitaria degli operatori di tutti i servizi, dipendenti e somministrati, può far sì che le condizioni di lavoro migliorino per tutti!

COBAS Teleperformance

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