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Telecom Italia Unica e Pubblica

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La prima volta che parlammo del nostro progetto fu a Maggi o2013. Pochi mesi dopo la sottoscrizione dell’accordo sindacale che  peggiorava le condizioni lavorative con ammortizzatori sociali inutili e aumento della produttività sia nel comparto CARING ( call center mercato ) sia nel reparto tecnico ( Open Access ). Cercavamo come lavoratori e lavoratrici e organizzazioni di base UNA VIA D’USCITA strategica, un progetto generale che riqualificasse lavoro, diritti, beni pubblici ecc.

La Ripubblicizzazione di TELECOM ITALIA e il ritorno del settore  TELECOMUNICAZIONI sotto il controllo dello stato è diventato quindi il nostro obiettivo generale, si per restituire ai cittadini e alle cittadine un azienda strategica che garantisca SERVIZI PUBBLICI e diritto alla comunicazione/informazione sia per evitare la mattanza dei posti di lavoro nei CALL CENTER.

La relazione datata MAGGIO 2013, diventa attualissima quando la spagnola TELEFONICA e altri Fondi entrano in TELECOM ITALIA e improvvisamente il paese scopre che la nostra Azienda oggi diventata TIM) era in mani straniere.

Diventa così attuale che riusciamo a spiegare a Parlamentari attoniti che con una spesa di appena 2,2 miliardi è possibile diventare Azionista di riferimento dell’azienda semplicemente acquistando le azioni sul mercato ordinario e salire al 22%. Questo non significherebbe entrare in TELCO e nel CDA, ma comunque vorrebbe dire avere una posizione di assoluta importanza.

Il 23 dicembre 2016 la notizia diffusa dalla stampa rivela un interesse del Governo verso le mosse di VIVENDI nella scalata contro MEDIASET. Bollorè infatti per completare l’opera di scalata a MEDIASET avrà bisogno di liquidità. Perché non cedere quindi le sue quote ad ORANGE ( ex FRANCE TELECOM ) ? Una operazione per arginare la quale solo un ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale azionario di TIM permetterebbe di raggiungere una quota così importante da poter discutere da pari ( pur non entrando nella cabina di regia) e salvare così MEDIASET attraverso TIM.

La nostra idea di ripubblicizzazione parla di altro, non ci interessano i salvataggi dei padroni nostrani. La nostra idea parla di diritti, di comunicazione pubblica, di investimenti e occupazione seria, servizi pubblici garantiti e gratuiti, di risparmio per le casse dello Stato, di salario e garanzia per l’occupazione, parla di tecnologie così all’avanguardia da poter ridurre gli impatti ambientali.

Il 6 Dicembre 2013 abbiamo portato tale relazione in Parlamento incontrando degli interlocutori che ci hanno confermato quanto sostenevamo. I materiali sono datati. Ma non cambia (ANZI!)  la struttura del ragionamento.

LEGGI TUTTI I MATERIALI:

TELECOMUNICAZIONI : UN PROGETTO PER IL PAESE (Convegno In Parlamento  6 DICEMBRE 2013 – Locandina/Manifesto)

Relazione Telecom Italia Unica e Pubblica- Maggio 2013, Relazione realizzata grazie al lavoro delle RSU della Lista di Base CUB-COBAS

Le Telecomunicazioni in Europa  

Relazione Introduttiva al Convegno  

La Rete che Vogliamo:  relazione a Cura di CUB/COBAS  6 Dic. 2013

Diritti Regole Internet: GIOVANNA DEMINICO  http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=393

Costituzionalista, relatrice al convegno, facente parte del gruppo di lavoro istituito da Governo per la riduzione del Dgital Divided.  La stessa era tornata sull’argomento proprio a fine ottobre del 2013 con un intervento sull’UNITA’

Analisi –  In principio è la Rete : Scorporo del Network, Rilancio degli Investimenti – Scheda tecnica di Stefano Pileri, a favore dello spacchettamento della Rete

Cassa depositi e prestiti : presentazione tecnicaCOBAS

Comunicato Finale Convegno a cura CUB/COBAS

Altri materiali :

TELECOM ITALIA E M5S, tra vizi e virtù. Comunicato COBAS/CUB  Luglio 2014

Video intervista : Alessandro Pullara – COBAS

Cobas Tim e CLAT  comunicato incontro con Roberta Lombardi del M5S del 20/11/2017

Il futuro della rete – incontro con il gruppo parlamentare SI-SEL del 23 novembre 2017