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Teleperformance – Cambia la metodologia di lavoro, dalla sede allo smart working, ma le cattive abitudini di TP restano

10. Luglio 2020 | Da | Categoria: News

Non si fa, come al solito, nessuno sforzo per andare incontro ai lavoratori in ogni ambito lavorativo. Ferie estive in alcuni casi approvate ben oltre la tempistica prevista, cambi turno diventati praticamente impossibili perché bocciati anche per 10 o 20 minuti di differenza tra un turno e l’altro. Straordinari imposti per frequentare corsi di formazione interna oppure inseriti nella turnistica senza previo consenso dei lavoratori.

Inoltre, retribuzione degli straordinari spesso “dimenticata” quando si compilano le buste paga e si pagano gli stipendi; ovviamente, con tante scuse per gli errori commessi ed una promessa di liquidarli il mese successivo.

Senza parlare delle difficoltà nell’ottenere anche qualche ora di permesso o lo spostamento dell’orario di inizio del turno di lavoro per esigenze urgenti e non prorogabili del lavoratore.

Però, performance ottimali sono sempre richieste ai lavoratori ed è sufficiente scendere, anche a livello di gruppo, leggermente sotto l’eccellenza per ricevere pressioni e rimproveri quotidiani perché, si sa, TP chiede sempre il massimo impegno e professionalità ai propri dipendenti.

Ma a quegli stessi lavoratori TP non assicura la stessa precisione, professionalità e puntualità che pretende ogni giorno!

Oltre a farci costantemente partecipi delle sue lodevoli iniziative in ambito sociale, l’azienda dovrebbe garantire una gestione “decente” ed umana del personale e al benessere e alla salute psico-fisico dei suoi dipendenti. 

COBAS Teleperformance

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