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La TIM non può che essere unica e pubblica

27. Luglio 2020 | Da | Categoria: News

Leggiamo con attenzione l’ennesima querelle sulla rete, i diritti di accesso a internet, le infrastrutture necessarie per remotizzare il lavoro e risparmiare sui costi industriali, il digital divide che doveva essere colmato entro il 2020 e che è ben lungi dall’obiettivo ecc ecc.

Tutto ciò non ci sorprende affatto, lo avevamo “predetto” sin dal 2013, che esiste un’unica via per garantire i risultati di questa fase post-lockdown.
A colpirci ora è che. FINALMENTE, una forza di Governo come il M5stelle, sia approdata alle nostre stesse conclusioni sul COME sarebbe possibile garantire tutti i risultati succitati.

Pensiamo che i colloqui avuti con questa forza politica e le altre dell’arco parlamentare (fin dall’autunno del 2013) e le iniziative prodotte dai COBAS abbiano influito. Le ricordiamo per dovere di cronaca: La presentazione di un Dossier sulla ripubblicizzazione, un convegno organizzato alla Camera dei deputati, presentazioni sull’opportunità di un intervento pubblico nel 2016 e ultima in ordine di tempo il Convegno organizzato a Milano nel gennaio 2019 con il Presidente dell’Agenzia Digitale, il Presidente dei piccoli azionisti, nonché diversi interventi dal mondo delle TLC .

FINALMENTE, senza più timidezze si dichiara che lo Stato deve investire in TIM e lo stesso Stato debba farsi proprietario e garante di una rete unica all’altezza dei tempi, questo garantisce veramente una parità di accesso, una rapida copertura di tutto il Paese per la banda larga e la fine delle speculazione di Borsa sulla EX Monopolista che – a dispetto di tanti denigratori – non solo drena ancora molti ricavi e profitti ma detiene ancora un cospicuo capitale di infrastrutture, immobili e risorse professionali che nessun altro competitor può vantare in Italia.

Un primo risultato, in verità, già lo ottenemmo a valle del biennio di mobilitazione del 2016\2017, quando le giubbe rosse occupavano le strade e in un incontro con i loro vertici spiegavamo come il dossier di Grillo sulla rete fosse irrealizzabile e piu’ dispendioso della nostra proposta di acquisire una quota azionaria di riferimento in TIM avvalendosi anche della Golden Share e da li’ governare il processo di unificazione della rete, oltre che della salvaguardia dei posti di lavoro.

Nel 2018 fummo ascoltati e la Cdp iniziò ad acquisire prima un 2%, salendo poi fino a quasi il 10%.

Il fatto che lo stesso Leader della forza di maggioranza oggi si dichiari apertamente a favore di questa ipotesi, dimostra che la forza delle idee, la capacità di confrontarsi a tutti i livelli, può ottenere molto di più dell’accondiscendenza di alcuni soggetti o la politica degli slogan inconsistenti.

Auspichiamo quindi che le dichiarazioni si trasformino definitivamente in atti concreti, che la Cdp quindi acquisisca una quota necessaria a prendere le redini dell’attuale TIM, che si possa procedere ad un piano di lungo respiro industriale per una delle ultime concentrazioni di posti di lavoro del paese (38mila dipendenti), mettere al bando le speculazioni finanziarie e le azioni parassitarie al contempo garantire il diritto di connessione a tutto il Paese ottimizzando le risorse dirette e indirette che questa opportunità offre.

La Pandemia, in questo settore come in molti altri, ha messo a nudo tutti i falsi miti che alcuni “Capitani di Ventura” hanno diffuso attorno alle politiche di privatizzazione per poter sfruttare al meglio il patrimonio pubblico a scopo privato. A pagare il conto di queste scelte scellerate non sono stati solo i salari di migliaia di addetti di questa azienda e del settore tutto ma tutti i cittadini italiani. Pertanto è ora che si guardi in faccia la realtà e si inizi a mettere da parte tutti coloro che, pur di difendere interessi di bottega, hanno sempre sostenuto la menzogna che il ritorno del pubblico in Tim non era possibile.

Da parte nostra continueremo ad insistere finchè non otterremo il completamento di questo progetto e auspichiamo che i lavoratori e le lavoratrici si uniscano a noi per sostenere questa battaglia strategica per chi ci lavora e per il Paese.

Roma 21 luglio 2020

COBAS TIM

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