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Cobas TIM – La salute non è solo una parola

9. Aprile 2020 | Da | Categoria: TIM

A valle del confronto avuto come obbligo di legge fra le RLS con HRO-HSE sull’aggiornamento della procedura COVID-19 in ambito tecnico, ci preme chiarire alcune questioni.

Abbiamo immediatamente notato che “grazie” alla deroga prevista dal DPCM cosiddetto Cura Italia, specificatamente all’art.16 in cui si equiparano le mascherine chirurgiche ai DPI (FFP2-FFP3), queste sono state introdotte tra i DPI previsti, in particolare per gli interventi presso Cliente.

La riscrittura di questa parte di procedura ha confuso un concetto più volte ribadito e assodato sia in sede aziendale che in sede istituzionale/sanitaria: il principio ineludibile della distanza sociale, unica vera garanzia per evitare il contagio!

Il concetto di maggior tutela del lavoratore ha spinto l’azienda a istruire ulteriori accorgimenti da affiancare a questo principio che se applicati RIGOROSAMENTE, come più volte è stato ribadito a fronte delle nostre rimostranze, possono ridurre di molto le possibilità di contagio che comunque rimane un rischio per chi è costretto a lavorare in esterno e presso utente. 

Per questo ci è stato nuovamente ribadito che il principio della distanza minima di 1 metro rimane e non è superato dall’inserimento della Mascherina Chirurgica, che oltretutto riduce le possibilità di contagio del cliente rispetto al Tecnico ma non viceversa!

La stessa procedura cita nel paragrafo 9.2 :

“3. Luoghi di intervento anche presso cliente, con presenza di persone, senza contatto ravvicinato ad una distanza inferiore ad un metro, nei quali non vi sia presenza accertata di persone sospette – condizione applicabile al solo il personale tecnico e al personale Post Sales e Pre Sales!” 

Successivamente nello stesso paragrafo:

Ne casi previsti al punto 3 e 5 tutto il personale destinatario della presente procedura dovrà utilizzare i guanti usa e getta, dovrà altresì accertarsi del mantenimento della distanza minima di sicurezza (almeno un metro) della zona di intervento/attività con qualsiasi altro soggetto; qualora la distanza minima di sicurezza non possa essere garantita dovrà essere utilizzata anche la maschera facciale monouso (chirurgica o FFP1 o FFP2 o FFP3). Inoltre, nel caso in cui prima o durante l’intervento/attività si ravvisassero condizioni di contesto od operative critiche – preesistenti o sopraggiunte – dal punto di vista della salute e della sicurezza, l’intervento/attività non potrà essere eseguito/completato. 

Ricordiamo che tutte le stime scientifiche ci dicono che i contagi conclamati sono 10 volte maggiori delle stime pubblicizzate in quanto gli “ASINTOMATICI” non vengono sottoposti a tampone. La mascherina quindi pur essendo una difesa in più non garantisce come la distanza. 

Come al solito anche in questo caso sono arrivate le interpretazioni zelanti di qualche ASSISTENTE O RESPONSABILE, per i quali “con la mascherina si va dappertutto”. Una considerazione che non ha motivo di esistere e invitiamo l’azienda a selezionare e formare meglio le persone a cui affida delle responsabilità, in quanto preposti per la salute dei lavoratori. L’affermazione è da irresponsabili soprattutto in territori come la Lombardia martoriata in termini di morti, di assistenza sanitaria, ma anche psicologicamente ed economicamente, e per la quale sarà necessario ogni energia per uscire dalla drammatica crisi.

Nel corso della trattativa del 6 aprile scorso, nonostante le tante critiche da parte nostra, abbiamo, invece, apprezzato le parole del dott. Sale che si è posto a garanzia di un comportamento aziendale di massima tutela della salute di tutti i lavoratori E HA INVITATO A SEGNALARGLI DIRETTAMENTE pressioni psicologiche che spingono il tecnico a lavorare in condizioni non di sicurezza o di tranquillità.

Non esiteremo a farlo se questo servirà a fare la differenza tra la salvaguardia della salute dei nostri tecnici e dei cittadini in generale e il sentimento di competizione di qualche responsabile. 

Vale la pena anche ricordare che all’art.8 la procedura tassativamente recita:

USO AUTO SOCIALE Su tutto il territorio nazionale dovrà essere privilegiato lo spostamento da un luogo ad un altro in solitaria (una sola persona per ogni veicolo), anche in occasione di lavori da eseguire in squadra. Gli spostamenti potranno essere effettuati esclusivamente su auto sociale assegnata individualmente per tutto il periodo dell’emergenza. Non è consentito l’utilizzo di auto in sharing e di auto in pool che saranno oggetto di assegnazione individuale transitoria

Pertanto nonostante l’impegno aziendale a procedere con la sanificazione delle auto in pool, invitiamo ad osservare questa inderogabile disposizione e cessare qualsiasi uso promiscuo delle auto in modo da evitare l’utilizzo delle stesse da diversi colleghi come ancora avviene in alcuni territori. 

8 APRILE 2020

COBAS TIM

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