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Telecom annuncia la societarizzazione del Call Center!

7. Febbraio 2015 | Da | Categoria: TIM

telecom-call centerUN RICATTO ODIOSO, MA AMPIAMENTE PREVISTO
L’annuncio di Telecom Italia di procedere con la societarizzazione della DIVISIONE CARING è un RICATTO ODIOSO. Prevedibile, ma odioso.
Prevedibile perché dal 2013 l’azienda ha sempre sostenuto che il suo ORIZZONTE STRATEGICO è la costituzione di una nuova società. In tutte le trattative svolte le delegazioni aziendali hanno sempre ribadito questo concetto :…o i lavoratori e le lavoratrici si piegano alle esigenze che di volta in volta manifestiamo oppure procederemo.
Anche l’ipotesi di accordo del DICEMBRE 2014, sul quale la maggioranza dei lavoratori e lavoratrici si è espressa contrariamente, andava in questo senso.

Telecom Italia è una azienda leader del settore. I dati di redditività sono elevati e la pongono ai primi posti tra le imprese di TLC Europee. I CALL CENTER, pur subendo una flessione di mercato, rimangono un settore florido che ha basato la sua redditività sul contenimento del costo del lavoro, sulle defiscalizzazioni e gli incentivi statali. La minaccia perenne delle DELOCALIZZAZIONI è stata assecondata dai Governi, incapaci di incidere su questa porzione di mercato produttivo e dalle Organizzazioni sindacali che hanno accreditato l’idea che l’unica soluzione fosse accettare sempre nuove restrizioni, normative e salariali.

Se la concorrenza deve essere con TELECONTACT CENTER, ALMAVIVA, Infocontact, E-care … sappiamo fin da ora che non c’è partita. Tanto vale (e lo diciamo come provocazionCOMUNICATO-SOCIETARIZZAZIONEe) adottare immediatamente i loro accordi e i loro livelli di produzione.

Tutte le aziende delle TELECOMUNICAZIONI che oggi minacciano (finti) esuberi, delocalizzazioni, societarizzazioni, usano le stesse parole che troviamo nel comunicato di Telecom Italia, con lo stesso obiettivo: tagliare il salario e peggiorare le condizioni di lavoro.

Per noi la DIGNITA’ e i DIRITTI (che sarebbero stati ulteriormente svenduti con l’accordo del 18 DICEMBRE) non si discutono.
Nel 2013, formulammo una ipotesi di risoluzione del problema sia in termini strategici (in particolare le reti di TLC) che occupazionali per la NOSTRA AZIENDA : LA RIPUBBLICIZZAZIONE DI TELECOM ITALIA.

La diminuzione della partecipazione del FONDO FINDIM alle quote azionarie (che ricordiamo venne acclamato da molti come il salvatore italico delle TLC) come pure la ripresa della discussione governativa attorno la vendita della rete confermano che con o senza accordi a ribasso il Futuro Aziendale sarà comunque lo spezzettamento.

Riteniamo inoltre che sarebbe sbagliato pensare che tale situazione riguardi solo i lavoratori e le lavoratrici del Caring.

Pensiamo di aver dato tanto. Sarebbe ora di cominciare a riscuotere!
Per farlo c’è bisogno della partecipazione.
Nei prossimi giorni apriremo le procedure di raffreddamento per avviare lo stato di agitazione nazionale.

COBAS Telecom

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