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Il piano industriale Telecom 2015-17 e la societarizzazione del caring?

23. Febbraio 2015 | Da | Categoria: TIM

TELECOM-ROMA-2Per quanto si dica che il 27 febbraio verrà illustrato il piano industriale a CGIL CISL e UIL, lo stesso, in realtà, è stato già presentato alla comunità economica finanziaria a Londra il 20 di febbraio.
Oltre al Bilancio 2014 e alle previsioni sull’aumento degli investimenti che riguarderanno soprattutto la fibra ottica e LTE, le novità importanti interessano:

– l’unificazione del marchio TELECOM – TIM che sarà sostituito dal solo logo TIM
– la costituzione della società che gestirà le TORRI
– la conferma della distribuzione dei dividendi
– il contenimento delle spese per efficientamento
– L’immissione di nuova forza lavoro
NON VI E’ TRACCIA DELLA SOCIETARIZZAZIONE DEL CARING. Stando ad una prima lettura della documentazione ufficiale, possiamo al momento escludere che l’azienda procederà in questo PIANO INDUSTRIALE con la creazione di una nuova società in cui gettare i CALL CENTER. Questo non vuol dire che non abbia gli strumenti per farlo in un futuro. TELECOM ITALIA, in sede di trattative nazionali, non ha MAI NEGATO di voler diminuire il costo del lavoro, anzi. Il PIANO INDUSTRIALE a SLIDE 22 parla chiaramente di “efficientamento dei costi” in diversi settori, fra cui il Customer Care.

Viene annunciata l’immissione di nuova forza lavoro (circa 4000 persone) utilizzando le nuove norme previste dal JOBS ACT, mentre non vi è alcun riferimento esplicito alla solidarietà espansiva se non il generico e immancabile…”obiettivo di ridurre il costo del personale per un importo pari a 100 milioni di euro”. La mancanza di un riferimento chiaro alla SOLIDARIETA’ ESPANSIVA è secondo noi legato al fatto che, nei decreti attuativi del JOBS ACT approvati venerdì scorso, non vi è ancora traccia delle modifiche che vennero auspicate in autunno da SLC-FISTEL-UILCOM-AZIENDA e che saranno approvate in seguito.

Inoltre, come riportato nel comunicato stampa, “Il piano 2015-2017 prevede attività di efficientamento delle spese con un risparmio di circa 1 miliardo cumulato nel triennio”.

Le cose sono due: O TELECOM ITALIA STA NASCONDENDO ALLA COMUNITA’ FINANZIARIA UNA OPERAZIONE SOCIETARIA IMPORTANTE, OPPURE QUALCUNO HA VOLUTO ricattare, terrorizzare i lavoratori e le lavoratrici del Caring prima convincendoli della “bontà” dell’accordo e poi facendogli scontare il NO AL REFERENDUM.

Gli autori di questa opera di TERRORISMO PSICOLOGICO albergano sia in settori dell’Azienda sia nelle forze sindacali che non hanno esitato nel tentativo di convincerci che l’accordo del 18 DICEMBRE serviva ad evitare un futuro nefasto.

Contemporaneamente all’uscita del piano industriale, dalla stampa apprendiamo che l’entrata di Telecom in Metroweb è stata congelata. E’ abbastanza evidente che in mancanza di un impegno di Telecom nella società che gestirà la fibra, l’Azienda ha scelto una operazione che punta ancora alla “tutela del Gruppo”.

Per i lavoratori e le lavoratrici si parla quindi di razionalizzazione, internalizzazione, uso del Jobs Act regalatoci dal governo Renzi, ma non si parla di nuovi assetti societari – al momento – per il CARING…

Questo non cambia il quadro degli accordi stipulati il 27 Marzo che continuiamo a ritenere nefasti su tutta la linea e dei quali fa parte la chiusura delle sedi divenuta operativa dopo gli incontri della scorsa settimana.

COBAS Telecom

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