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Comdata 9/11/2007 –15/12/2015 Otto anni di tenacia, di lotta, di rivendicazioni!

12. Gennaio 2016 | Da | Categoria: Comdata

comdata_lottaE così, il 15/12/2015 anche per i lavoratori ex Comdata Care di Ivrea che hanno intrapreso la vertenza legale contro la cessione di ramo di impresa è arrivata una sentenza che:

dice che la cessione di 914 lavoratori operata da Vodafone nel 2007 ERA ILLEGITTIMA;

ha ACCERTATO l’insussistenza dei requisiti per la cessione di un ramo di azienda;

ha DICHIARATO l’inefficacia nei confronti dei ricorrenti della cessione del rapporto di lavoro;

ha ORDINATO a Vodafone di ripristinare i predetti rapporti di lavoro.

AVEVAMO RAGIONE.

OGGI LO DICE UN COLLEGIO GIUDICANTE.

AVREMMO AVUTO RAGIONE COMUNQUE, ANCHE SE CI AVESSERO DATO TORTO PERCHÉ TUTTI NOI CHE ABBIAMO VISSUTO QUESTA ESPERIENZA E QUESTI ANNI, SAPPIAMO CHE IL RAMO D’AZIENDA NON È MAI ESISTITO NÉ PRIMA, NÉ DURANTE, NÉ DOPO, VISTO CHE DOPO UN ANNO MOLTI DI NOI ERANO GIÀ IMPIEGATI IN DIFFERENTI ATTIVITÀ.

CI RICORDIAMO TUTTO QUELLO CHE È STATO.

  • L’articolo del Sole 24 Ore a Settembre 2007 che annunciava il progetto di cessione di ramo di impresa;

  • La lotta fatta per impedire la cessione; le divergenze sindacali sulle modalità di condurre la lotta, i diversi obiettivi della mobilitazione;

  • La nascita del comitato di base Cobas per dare voce alle nostre convinzioni;

  • La frattura con Cgil, Cisl e Uil che a mobilitazione in corso avevano siglato il testo dell’accordo sulla cessione; la votazione di quel testo, l’esultanza dei firmatari dello stesso, quando per i lavoratori il momento era lacerante.

  • Gli anni passati ad assistere al sistematico svuotamento dei contenuti dell’accordo di cessione non rivendicato e non difeso da chi lo aveva firmato, ma solo e sempre da noi Cobas;

  • La costante presenza del sindacato Cobas per difendere i diritti, le condizioni di lavoro, per ricordare che la dignità va difesa sempre e che avere un lavoro non è abbastanza se non è ben pagato, non ha regole, non consente di avere una buona qualità di vita;

  • Gli anni di conflitti e contrapposizioni sindacali forti e costanti perché siamo irrimediabilmente diversi e fieri della nostra diversità.

  • L’opzione della fusione subordinata alla rinuncia alle cause legali;

  • La fusione con la perdita di molti aspetti normativi relativi all’organizzazione del lavoro.

Sono stati anni impegnativi, difficili umanamente e sindacalmente.

Tante volte ci è stato detto che la cessione era storia vecchia e tante volte troppi colleghi hanno mostrato fastidio invece di pensare, valutare e a agire con autonomia di giudizio.

Noi non potevamo dimenticare e non abbiamo dimenticato che la cessione è stata una grave lesione dei nostri diritti di lavoratori e di donne e uomini.

Non potevamo dimenticare e non abbiamo dimenticato che organizzazioni sindacali che avrebbero dovuto difenderci, hanno avallato questa operazione di riduzione del personale.

Un tribunale ha sancito che non abbiamo sbagliato noi a combattere contro questa cessione a difesa dei diritti dei lavoratori, ma ha sbagliato chi non li ha difesi “armonizzando” un atto illegittimo.

SI DEVE LOTTARE PER LE PROPRIE RAGIONI, PER LE PROPRIE CONVINZIONI, PER SÉ E PER L’IDEA DI PAESE E DI STATO DI DIRITTO NEL QUALE SI VUOLE VIVERE E SI VOGLIONO FAR VIVERE I PROPRI FIGLI.

CHI SI ARRENDE SBAGLIA, CHI PREFERISCE AFFIDARSI A CHI RASSICURA FACENDO PERÒ PAGARE UN PREZZO ALTISSIMO PER LA COMODA VIA RINUNCIATARIA, SBAGLIA.

ABBIAMO LOTTATO, ABBIAMO VINTO E OGGI LA SODDISFAZIONE E’ IMMENSA.

Cobas Comdata Ivrea

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