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Comdata – Chi troppo e chi niente…

19. Gennaio 2019 | Da | Categoria: Comdata

SCIOPERO di 2 ore per lunedì 21 gennaio 2019. Questo vecchio proverbio italiano sta a significare che spesso non esiste equilibrio nella distribuzione delle ricchezze: di fronte a chi si appropria di ingenti risorse, c’è invece chi ne ha a disposizione troppo poche. Senza scomodare i recenti studi sociologici che dimostrano come negli ultimi dieci anni la disuguaglianza di reddito sia aumentata in Italia più che in ogni altro Paese dell’Ocse, ci limitiamo a concordare con quanto ha affermato il premio Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz, secondo cui l’aumento delle disuguaglianze è il risultato di scelte politiche, culturali ed economiche ben precise.

Comdata Spa ne è uno degli esempi più lampanti: un colosso multinazionale, controllato da un fondo finanziario statunitense, con circa 43mila dipendenti nel mondo e un fatturato che si aggira intorno al miliardo di euro, non contento sta accampando le giustificazioni più improbabili per operare una serie di scelte che stanno comportando chiusure di alcune sedi e forti rischi per l’occupazione e il reddito dei lavoratori in altre.

La sede di Padova non ha ancora un futuro certo, mentre quella di Pozzuoli è praticamente chiusa. A ciò si aggiungono le pesanti e preoccupanti situazioni degli stabilimenti di Ivrea (circa 200 esuberi dichiarati), di Olbia e di Livorno. Come se non bastasse, l’azienda è all’offensiva sul piano dei diritti dei lavoratori (in primis sul controllo a distanza), sui livelli occupazionali e su quelli di reddito, con migliaia di contratti part-time su buona parte delle sedi che non garantiscono a colleghe e colleghi un reddito degno.

Sullo sfondo, pur tra le inevitabili contraddizioni commerciali (insite nella concorrenza capitalistica ) fra aziende committenti e fornitori, l’atteggiamento aggressivo dei grandi clienti delle TLC, dell’energia, del credito, ecc., che fomentano costantemente gare al ribasso e crescenti paletti di prestazione quantitativa e qualitativa che inevitabilmente si ripercuotono sulle nostre condizioni.

Senza contare che la nuova rivoluzione digitale dell’industria “4.0” (si pensi solo al 5G di cui si sta parlando negli ultimi mesi) non porterà, come auspicava il grande scienziato Stephen Hawking parlando delle nuove tecnologie, a un miglioramento delle condizioni di vita per tutti, ma anzi a nuovi posti di lavoro a rischio.

Questa panzana su una crisi “inevitabile”, venuta chissà da dove (e dalla quale Comdata risulta sinceramente immune al momento, visti i dati finanziari), sta diventando un disco rotto.

Una mobilitazione sindacale all’altezza dei tempi deve esigere non solo la garanzia dei posti di lavoro, ma pretendere anche una maggiore qualità di questo lavoro, una continuità di reddito adeguata e il rispetto dei diritti civili e costituzionali per tutte e tutti (a partire dal diritto di sciopero e dal divieto di controllo a distanza).

CONTRO I RICATTI AZIENDALI, PER LA DIFESA DEL NOSTRO POSTO DI LAVORO,

LAVORARE PER VIVERE E NON VIVERE PER LAVORARE, PER UN SALARIO DIGNITOSO

PER LA DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI, A PARTIRE DA QUELLO DI SCIOPERO

SCIOPERO di 2 ore per lunedì 21 gennaio 2019

COBAS Comdata

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