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COMUNICATO STAMPA Cassa integrazione in Tim, un odioso ricatto

18. Maggio 2018 | Da | Categoria: TIM

I COBAS condannano la decisione di TIM spa di avviare le procedure di cassa integrazione per la gestione di 4500 esuberi. Un provvedimento che riguarderà 29.000 persone per almeno un anno al termine del quale il numero degli esuberi sarà confermato.

Si tratta secondo Alessandro Pullara dei COBAS TIM “di un ricatto che utilizzando gli strumenti legislativi punta, in verità, alla applicazione del contratto di solidarietà espansiva, ossia il taglio dell’orario di lavoro con relativa diminuzione di salario attraverso il quale finanziare l’assunzione di 2000 giovani in apprendistato.” Un progetto che l’Azienda aveva già proposto alle organizzazioni sindacali e alle RSU nel mese di Marzo 2018 e che le stesse avevano rifiutato perché troppo oneroso per le tasche dei dipendenti.

La Cassa integrazione Straordinaria, che sarebbe l’ultimo anno di ammortizzatore sociale disponibile per TIM dopo 3 anni di Contratto di Solidarietà Difensiva, espone oggettivamente i lavoratori e le lavoratrici alla minaccia di licenziamento collettivo. La mossa di TIM punta quindi ad avere condizioni di miglior favore per tagliare ancora i salari dei dipendenti fra l’altro la procedura è scritta malissimo fatta a posta per rappresentare un  ricatto e arrivare alla firma del vero accordo con le organizzazioni sindacali maggioritarie. Il contratto di solidarietà espansiva determinerà un risparmio annuale di circa 96 milioni di euro. Con 40 di questi potrà assumere 2000 giovani in contratto di apprendistato. Un risparmio netto di 56 Milioni di Euro da portare nelle tasche dell’AD.

L’Azienda, secondo i COBAS, potrebbe tranquillamente gestire il ricambio generazionale necessario attraverso gli esodi incentivati e le uscite per ART. 4 Legge Fornero che secondo le stime determinerebbe un risparmio di almeno un 20 % sul costo del lavoro.

Questa minaccia arriva, inoltre, in un momento  di assoluta incertezza. “Il Piano di scorporo della Rete e  la separazione societaria non offre sostanziali garanzie occupazionali e rappresenterebbe un dispendio enorme di finanziamenti per lo Stato. E’ per questo che i COBAS se da una parte ritengono l’ingresso della CDP nel capitale Azionario un passo avanti, dall’altro guardano con preoccupazione le operazioni gestite dall’EX Ministro CALENDA per arrivare alla divisione di TIM in due tronconi condannando alcune migliaia di lavoratori soprattutto dei settori commerciali (quelli che rimarrebbero in TIM) al ricatto occupazionale. Preoccupazioni confermate dalla lettura del neo-programma di Governo che non proferisce parola sulla situazione di TIM confermando le intenzioni delle Forze politiche vecchie e nuove di procedere con la liquidazione di una delle Aziende più importanti del nostro Paese.

I COBAS  sostengono che ci siano le risorse per procedere ad una” completa ripubblicizzazione di TIM, di trasformarla in un Assett strategico per il paese e di gestire il cambio generazionale attraverso la riduzione dell’orario di lavoro senza perdite salariali” e annunciano iniziative insieme alle organizzazioni sindacali di base a partire dai prossimi giorni

Roma 17/05/18

COBAS TIM

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