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Comdata-Vodafone – La reazione scomposta che genera sospetti

12. Maggio 2016 | Da | Categoria: Comdata

Flash back

Negli ultimi due mesi in Comdata Ivrea si e’ costituito, tra i dipendenti ceduti rimasti in azienda, un nuovo cospicuo gruppo di persone che si e’ rivolto a un legale estraneo a Cobas con l’intenzione di intraprendere nuove cause contro la cessione Vodafone del 2007. In Comdata Roma i dipendenti ex Vodafone stanno valutando l’opportunità di aderire a questa iniziativa.

In un comunicato Cobas del 24 Aprile u.s. inviato in Comdata Roma e Ivrea (lo trovi sulla pagina Facebook “COBAS Vodafone”) abbiamo stigmatizzato Il fatto che in questa vicenda siano coinvolti a vario titolo dipendenti Comdata sindacalisti (appartenenti a Cgil. a Cisl e a Uil) come una cosa inaccettabile e vergognosa dal momento che si tratta delle stesse persone che tanto si sono adoperate negli anni per dissuadere altri colleghi Comdata a iniziare e/o a proseguire nella causa legale.

I fatti recenti

Il 28 Aprile la segreteria di Fistel-Cisl di Roma e Lazio, unitamente ai delegati Fistel-Cisl romani, divulga in Vodafone Roma un comunicato che si riferisce alla stessa vicenda, in cui prende le distanze da quanto sta accadendo in Comdata (pur avendo un delegato in carica a Ivrea che figura tra i nuovi ricorrenti) e attacca ferocemente noi Cobas con accuse palesemente false e surreali (dopo Cobas e Vodafone a braccetto, a quando Totti capitano della Lazio?)

Ribadiamo che questo nuovo gruppo di cause a nostro giudizio non ha la valenza etica che è stata elemento imprescindibile del nostro agire, ed è proprio per questo che abbiamo scelto, fin da subito e in tempi non sospetti, di non avere come Cobas un ruolo attivo in questa nuova vicenda a dimostrazione nei fatti proprio del contrario di quanto oggi ci accusa Fistel-Cisl.

Ma per rispondere a quelle accuse riteniamo sufficiente quanto hanno voluto scrivere direttamente gli avvocati di Roma e Ivrea (uno con corrispondenza privata alla segreteria Fistel-Cisl e l’altro con lettera aperta), anch’essi chiamati in causa nel comunicato del 28 Aprile. In allegato la lettera aperta di uno dei due avvocati. Leggila se hai voglia e interesse di apprendere come si sono davvero svolti i fatti.

L’affermazione sospetta: i timori occupazionali

Del comunicato del 28 Aprile un’unica affermazione è per noi davvero degna di nota, perche’ ci pare sia sfuggito un riferimento a cose che qualcuno sa, magari per contatti riservati, ma che non divulga come informazione a tutti i lavoratori: la Fistel-Cisl afferma di avere timori di ricadute occupazionali per i call center di Vodafone Roma e di Comdata Roma. Se fosse una riflessione, avrebbe eventualmente senso parlare di Vf Roma, ma perche’ fare riferimento anche a Comdata Roma?

La sensazione che fa nascere in noi quella affermazione e’ che qualcuno sappia gia’ qualcosa e stia provando a trovare il capro espiatorio anziche’ fare cio’ che come ruolo spetta a un sindacato degno di chiamarsi tale, ovvero attivare una vera e trasparente azione sindacale di difesa dei diritti e dei posti di lavoro.

Ha ragione Fistel-Cisl quando rivendica un modo diverso dal nostro di fare sindacato in Vodafone. Ad oggi Cobas non ha fatto perdere alcun posto di lavoro ma, al contrario, ha svolto una parte fondamentale per la reintegra dei colleghi illegittimamente esternalizzati, senza alcuna riduzione di diritti e/o di soldi. Questi i fatti. Non ci interessa rincorrere voci e illazioni.

Coordinamento Nazionale Cobas Vodafone e Comdata

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