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settore_ccnlIniziata ai primi di Ottobre, la trattativa per il rinnovo del CCNL sta correndo veloce.  Ai primi di maggio le OO.SS. FIRMATARIE (CGIL, CISL, UIL E UGL) hanno preparato una piattaforma presentata in pochissime assemblee. Questa Piattaforma non conteneva alcun miglioramento significativo rispetto all’attuale CCNL.

Lo scorso Ottobre sono iniziati gli incontri ufficiali. Nel frattempo sono esplose le Vertenze interne a TIM e Almaviva e l’attenzione di migliaia di lavoratori e lavoratrici si è focalizzata ai problemi contingenti e di  questa trattativa filtra molto poco….

Ma i lavoratori del comparto TLC farebbero un grande errore a non porre massima attenzione a quanto sta accadendo a quel tavolo, perchè gli argomenti trattati sono vitali e perchè  è in atto un’accelerazione degli incontri (nella settimana dal 3 al 10 novembre ce ne sono stati 3) per tentare di chiudere il CCNL in tempi brevi.

Le richieste dell’Associazione datoriale ASSTEL sono infatti tutte temibili: applicazione piena del Jobs Act (compresi “controllo a distanza” e “demansionamento”); maggiore flessibilizzazione del lavoro su orario, reperibilità, giorni festivi e  lavoro supplementare/straordinario/festivo/notturno; sistematizzazione in contratto nazionale degli interventi di alleggerimento del costo del lavoro fino ad oggi usati solo a livello aziendale e solo nei casi di  salvaguardia dei perimetri occupazionali (per gentile concessione dei soliti noti!!).

Affrontare la discussione sull’introduzione del controllo a distanza a livello di settore nell’ambito della trattativa di rinnovo del CCNL delle Telecomunicazioni era stata proprio la richiesta che le OO.SS. Slc-FISTEL-UILCOM avevano formalizzato ad ASSTEL la scorsa estate, ma l’associazione datoriale aveva risposto negativamente (e a questo sono rimasti da allora tutti i lavoratori del settore). Questa nuova disponibilità di ASSTEL ad affrontare il controllo a distanza per linee guida di settore unita alle sue ripetute dichiarazioni riguardo la centralità dei criteri di produttività nella revisione del CCNL chiarisce la deriva verso cui sta velocemente avviandosi questo rinnovo di Contratto. E forse spiega anche l’assordante silenzio che circonda queste trattative, unica maniera per evitare alle OO.SS. l’imbarazzo di non poter prendere unitariamente una posizione di netta opposizione all’introduzione nel settore del controllo a distanza.

Per fortuna ad oggi – il 14 e 15 novembre si discuterà dagli artt. dal 36 al 57 (maternità, malattia, ecc……) – il  tempo è stato speso soprattutto per cercare l’intesa su temi d’impatto relativo sulla vita dei lavoratori, quali l’applicazione del Testo Unico sulla Rappresentanza (comprese le sanzioni al sindacato), un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni sindacali sui temi legati alla formazione e la certificazione di qualità negli appalti (con la parte datoriale che si è già detta perplessa sul punto).

Per il momento gli argomenti degni di nota su cui esiste disponibilità da entrambe le parti a trovare un’intesa sono solo due: le procedure che regolano i cambi di appalto nel call center (con l’accordo interconfederale già stipulato il 30 maggio 2016 che entrerà a pieno a far parte del rinnovato CCNL) e la parte relativa a ferie solidali,  estensione del congedo matrimoniale anche in caso di unioni civili e  congedo per le donne vittime di violenza;

COME COBAS  riteniamo che un CONTRATTO NAZIONALE CHE PREVEDA L’INTRODUZIONE IN QUALSIASI DECLINAZIONE DEL CONTROLLO A DISTANZA INDIVIDUALE è per noi incompatibile con il diritto costituzionale che richiama il rispetto della dignità dei lavoratori che, val la pena ricordarlo, sono persone e non macchine per produrre.  Siamo certi che qualsiasi controllo individuale sarà necessariamente utilizzato da parte datoriale per aumentare sempre più la produttività dei dipendenti e aumentarne in maniera direttamente proporzionale il livello di stress lavoro correlato che già accompagna drammaticamente l’attività lavorativa degli addetti al Call Center. E pertanto non possiamo scegliere strada diversa da quella della opposizione totale.

COME COBAS riteniamo che un CONTRATTO NAZIONALE SENZA MIGLIORAMENTI SERI ALL’ARTICOLO 26 (Orario di Lavoro ), ALL’ART. 18 (Sul Part Time) ALL’ART. 57 (Sul controllo a distanza) E SENZA SOSTANZIALI AUMENTI DI RETRIBUZIONE sarebbe un contratto nazionale in PERDITA.

Abbiamo per questo presentato (Insieme a SNATER) le nostre proposte integrative a SLC-FISTEL-UILCOM e dopo la loro mancata risposta, abbiamo chiesto incontri direttamente ad ASSTEL essendo anche noi soggetti titolati alla trattativa secondo gli accordi del GENNAIO 2014. Silenzio assoluto da parte dei sindacati firmatari e comunicazione da parte di Asstel che la trattativa è svolta solo con i firmatari del CCNL, nonostante che gli accordi interconfederali prevedano ben altro.

Per questo, è necessario rilanciare la campagna per il rinnovo contrattuale in tutte le aziende del settore per introdurre nella trattativa punti fermi e condizioni di favore su orario di lavoro, part-time, controllo a distanza attraverso la mobilitazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici.

QUI TROVI TUTTO IL MATERIALE :  https://rinnovotelecomunicazioni2016.wordpress.com/

E’ NECESSARIO MOBILITARSI PER EVITARE FIRME AFFRETTATE E…

INASPETTATI “REGALI DI NATALE”.

Coordinamento COBAS TLC

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