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Cobas TIM – Sull’emergenza e le disposizioni prese #2

9. Marzo 2020 | Da | Categoria: TIM

Il comunicato aziendale di ieri che “promette” 16h di permessi retribuiti “A FINE EMERGENZA”, ci appare come una grave provocazione. Ieri notavamo 2 pesi e 2 misure per trattare i dipendenti. Oggi abbiamo nuovamente la conferma che esiste una concezione – dai noi non condivisa – di tutta l’Organizzazione del Lavoro: la nuova comunicazione palesa tutta la “retorica” aziendale che, al di là delle belle parole, nuovamente rimanda ad una divisione netta tra diverse categorie di dipendenti.

Chi può essere salvaguardato con un mezzo e chi, se resiste, sarà “premiato” con un contentino.

Quello che i colleghi e le colleghe richiedono oggi non è un BONUS PERMESSI, ma chiedono di adottare tutti gli accorgimenti possibili e adottabili con celerità PER LA TUTELA DELLA SALUTE DI TUTTI, NON SOLO DI UNA PARTE DEI LAVORATORI.

Oltre tutto questa decisione dimostra che l’aumento delle ore di permesso era perfettamente sopportabile dall’azienda. Ricordate le proposte COBAS alla trattativa su FERIE e PERMESSI a inizio 2019.

Apprezziamo, come già ribadito ieri, che l’azienda si stia muovendo in molti settori per ampliare il lavoro agile a breve o nel momento in cui ci fosse una necessità urgente. Questo dimostra allora che è possibile ed è solo una questione di volontà. Quindi sottolineiamo che questa deve essere la strada per garantire continuità lavorativa e eguaglianza di trattamento.

I permessi servono ORA e NON ad Agosto.

È OGGI che serve maggiore flessibilità come è stato fatto per il TIM papà/mamma.

È OGGI che bisogna prendere dei provvedimenti che agevolano genitori con figli minori.

È OGGI CHE NECESSITANO DI PROVVEDIMENTI CHE POTREBBERO ESSERE UTILI ANCHE A FINE EMERGENZA SANITARIA

E’ OGGI CHE SERVONO DPI E ACCORGIMENTI A TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORAZIONI (Mascherine, guanti, disinfettanti, tute monouso) in tutta Italia senza attendere che altre regioni diventino Zona Rossa.

Solo cosi dimostreremo di stare davvero “sulla stessa barca”, solo così alla fine di questa cosiddetta emergenza potremmo valutare quanti avranno fatto il massimo per uscirne con meno danni possibili…economici e sociali!

6/03/2020

COBAS TIM

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