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COBAS Tim – Disdetto il contratto aziendale sul tavolo della «produttività» sacrificati diritti e dignità di lavoratori e lavoratrici di Tim

11. Ottobre 2016 | Da | Categoria: TIM

tim_bastaNel corso dell’incontro del 6 ottobre 2016i vertici aziendali hanno consegnato al coordinamento nazionale delle RSU e alle OO.SS.:

– la lettera di disdetta dei contratti integrativi del 14 e 15 maggio 2008, con efficacia 31/01/2017, nel quale, inoltre, è fatta «espressa riserva di comunicare successivamente la disdetta degli ulteriori accordi integrativi oggi applicati»;

– una proposta aziendale di rinnovo della contrattazione di secondo livello;

– una proposta di verbale di accordo sulla fruizione dei permessi retribuiti annuali;

– una proposta di verbale di accordo in materia di controllo a distanza.

Disdetta e proposte, tutte peggiorative, della contrattazione aziendale hanno l’obiettivo di far ricadere pesantemente sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici di TIM la riduzione dei costi di 1,6 miliardi di euro per il piano 2016/2018: in premessa, testualmente, si stabilisce che gli accordi saranno lo strumento per «limitare il costo del lavoro e quello di produzione» con il ricatto della «salvaguardia dei livelli occupazionali».

Al di là del merito delle singole proposte, riteniamo che l’avvio della discussione sulla contrattazione di secondo livello, prima che sia giunto a termine il percorso del rinnovo del CCNL, sia una provocazione pericolosa e irricevibile, tesa a svuotare la contrattazione collettiva nazionale e ad incassare una “cambiale in bianco” che permetterebbe all’azienda, qualora i contenuti proposti fossero condivisi dalle Organizzazioni sindacali e dalle RSU, di stravolgere nel futuro la vita lavorativa e familiare di tutto il personale. Inoltre, la ricetta proposta è sempre la stessa, il taglio del costo del lavoro; mentre il piano industriale per consolidare e rilanciare le attività di TIM rimane il grande assente anche di questa “nuova” manovra.

Lasciamo all’intelligenza dei lavoratori e delle lavoratrici i commenti sulle proposte contenute nelle ipotesi di accordo.

ORARIO DI LAVORO: l’Azienda vuole ottenere la massima flessibilità della prestazione di lavoro, con un oggettivo incremento del tempo di lavoro. Si introducono infatti:

– il concetto di prestazione effettiva dell’orario settimanale;

flessibilità dell’orario di lavoro giornaliero (minimo 5 massimo 10 ore) calcolato su base media settimanale per tutto il personale, ad eccezione del personale tecnico di Open access per il quale la durata media viene calcolata su base semestrale;

– per i tecnici di open access,il tempo eccedente le 7 h e 38’ della prestazione di lavoro necessaria al “completamento” dell’ultima work request sarà recuperato “nell’arco del semestre” con la riduzione dell’orario disposta dai responsabili “sulla base delle esigenze di servizio”;

– per tutto il resto del personale,il tempo eccedente le 7 h e 38’ che il responsabile ritenesse necessario per l’espletamento delle attività assegnate sarà recuperato “nell’arco della settimana” con la riduzione dell’orario disposta dai responsabili”sulla base delle esigenze di servizio”;

– al personale che effettua la timbratura in postazione, qualora l’attività si protragga oltre il normale orario giornaliero per far fronte ad esigenze di servizio, non verrà corrisposta alcuna maggiorazione o compensazione per le prestazioni eccedenti il normale orario di lavoro complessivamente inferiori a 30 minuti su base mensile;

– obbligo di timbratura in entrata e in uscita per i livelli 6,7 e 7q;

– estensione della timbratura in postazione per tutto il personale operativo di caring service e al personale di Open access ASA.

REPERIBILITA’

– diminuzione della indennità oraria di reperibilità al 25% per i turni di reperibilità effettuati la domenica o nei giorni festivi (attualmente è il 30%).

– “le attività di supporto o consulenza” svolte “ad esempio” con il cellulare aziendale non saranno considerate come un intervento e non daranno luogo a nessuna maggiorazione per lavoro straordinario. Gli interventi da remoto saranno remunerati nel limite massimo di due.

FERIE

Riduzione di due giorni di ferie annui attraverso l’eliminazione dei giorni di ferie suppletivi previsti attualmente dalla contrattazione aziendale in aggiunta a quanto disposto dal CCNL.

Per il cosiddetto personale non operativo, chiusura collettiva nelle due settimane centrali del mese di agosto. Fruizione delle ferie tassativamente entro il mese di marzo dell’anno successivo di spettanza.

AUMENTI DI ANZIANITA’

Sospensione della maturazione dei nuovi scatti di anzianità per personale assunto antecedentemente al 1/07/1992, per i quali è previsto la maturazione di 14 scatti biennali.

PREMIO ANNUO

Eliminazione del premio annuo erogato con la retribuzione di luglio per il personale assunto dopo il 1 ottobre 2016

MANSIONI

Nei processi di riqualificazione l’Azienda chiede mano libera sui demansionamentifino a 2 livelli inferiori.

BUONO PASTO

Riduzione del valore del buono pasto per lavoratori e le lavoratrici Part-time, in proporzione della prestazione lavorativa.

TELELAVORO

Estensione a tutti i telelavoritisti di quanto stabilito nell’accordo del 27/03/2013, quindi soppressione del buono basto e dell’indennità occupazione spazio ed energia.

Queste in sintesi i principali punti della “proposta” aziendale che si accompagnano, anzi si sostanziano, con l’ipotesi di accordo sul controllo a distanza, nel quale viene resuscitata una delle peggiori proposte già formulate a suo tempo per Caring Service. La proposta più insidiosa a nostro avviso in quanto la firma dell’accordo darebbe mano libera all’Azienda sul controllo individuale, la quale è ben consapevole che l’art.4 dello statuto dei lavoratori, pur modificato dal jobsact, è ancora “oggetto di certezze interpretative”.

IN SOSTANZA, OGGI IL NUOVO PADRONE PRENDE DI MIRA TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DI TELECOM: occorre fin da subito comprendere la partita in gioco ed organizzarsi di conseguenza, pena la perdita del salario e dei diritti SOTTO IL RICATTO DELLA CRISI.

La “proposta” è da rispedire al mittente e contro la provocazione aziendale è, fin da subito, opportuno intraprendere un percorso di mobilitazione richiedendo anzitutto a tutte le RSU una posizione ufficiale sui contenuti delle proposte e iniziando un percorso di assemblee sui posti di lavoro

Roma 10/10/2016

COBAS Tim

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