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Gruppo Distribuzione, chi sapeva? E perche’ non ha agito?

23. Marzo 2020 | Da | Categoria: News

L’Azienda sapeva ma non ha agito!!! E’ questa la denuncia che come COBAS ci sentiamo di fare. Il primo intervento per l’applicazione delle norme di sicurezza previste dai DPCM governativi sono avvenute a partire dal 9 Marzo e solo dopo che alcuni lavoratori hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per pretenderne la sacrosanta l’applicazione.

Solo a quel punto sono apparsi i primi “Allert” sulla intranet aziendale e la stessa Azienda è stata costretta a mettere il personale presente nelle sale a scacchiera per il rispetto delle distanze, a promettere la pulizia e l’igiene dei servizi e delle postazioni ed annunciare lo studio delle misure di Smart Working. Le forze dell’ordine sono tornate più volte chiamate anche dopo il 9 marzo per verificare l’applicazione effettiva delle norme.
E’ per tutto questo che non ci stupisce, quindi, la superficialità con cui l’Azienda ha gestito il contagio del collega. L’omessa informazione al personale e poi, in ultimo, le bugie dette ai sindacati confederali e alla stampa.
L’Azienda ha affermato chiaramente, in un comunicato destinato ai sindacati Confederali CGIL-CISL-UIL-UGL, che :“….Il collega non ha più effettuato accesso alla struttura dal giorno 9 marzo 2020, e non appena informati dalla famiglia del sospetto contagio abbiamo provveduto, in ottemperanza del protocollo, ad attenzionare i colleghi del reparto in cui operava e le persone con le quali avrebbe
potuto avere contatto diretto o ravvicinato”.

Il collega ha lavorato ben oltre il manifestarsi dei sintomi. Diversi team leader e tanti operatori ed operatrici sono state stretto contatto con lui! Perché dire che dal suo rientro in Italia era presente in Azienda solo il giorno 9? Perché non sono stati informati i lavoratori e le lavoratrici venuti a contatto con lui? Perché non sollecitare il personale ad applicare il protocollo sanitario previsto dai DPCM, in base al quale sarebbe scattata la chiusura del reparto e la messa in quarantena del personale?

Forse per paura di mettere in discussione il BUSINESS con TIM? Che rappresenta la più importante delle commesse aziendali!!!

PER QUANTO CI RIGUARDA LA SALUTE VIENE PRIMA!!! I DIRITTI ANCHE!!!

L’AZIENDA E I SUOI RESPONSABILI NON HANNO AGITO COME PREVISTO DALLE NORME LEGISLATIVE

Roma, 23 Marzo 2020

COBAS LAVORO PRIVATO – SETTORE TELECOMUNICAZIONI

COBAS GRUPPO DISTRIBUZIONE
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