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Cobas TIM – Quali criteri per l’assegnazione dei livelli?

27. Gennaio 2020 | Da | Categoria: News

In questi ultimi mesi – a cavallo fra il vecchio e il nuovo anno – siamo stati subissati di mail e telefonate con le quali ci venivano chiesti chiarimenti sui CRITERI DI ASSEGNAZIONE dei LIVELLI, visto che le abituali rassicurazioni fornite da CGIL-CISL-UIL sulla conquistata “sanatoria” apparivano molto lontane dalla realtà.

Ricordiamo che uno dei motivi per cui i COBAS non hanno firmato l’accordo del 18 Luglio, era l’esiguità dei numeri per i passaggi da 4/5 e 5-5s/6, l’assenza di criteri oggettivi di assegnazione, oltre a tutti gli altri aspetti salariali e normativi.

In sede di incontro con il Coordinamento Nazionale delle RSU, l’Azienda dichiarava che i 4 livelli sono oltre 5000. L’accordo sottoscritto prevedeva per soli 1200 lavoratori e lavoratrici in 3 anni il passaggio di livello: 200 nel 2019, 500 nel 2020 e 500 nel 2021).

Anche se dovessimo sommare a questi, i passaggi obbligati da 3 a 4 e dovessimo aggiungere i 300 passaggi da 5 a 5/s e 6 (ricordando che l’accordo esclude categoricamente i passaggi dal 5S bypassando le promesse fatte da Azienda e Sindacati nel 2010) potremmo ben dire: ALTRO CHE SANATORIA, visto che supera di poco il 20% dei lavoratori e delle lavoratrici!!!

SFATATO IL MITO SUI NUMERI, che spiega concretamente l’esiguità dei passaggi di livello, molto del malessere che si sta manifestando nei territori, è anche determinato dai criteri di assegnazione degli stessi, i quali essendo CHIARAMENTE DEFINITIVI (E PERTANTO OGGETTIVI), lasciano alla valutazione aziendale la scelta finale o come  sembra da indiscrezioni sembrerebbe, così ci è stato “suggerito”, che il personale finora passato di livello, sia stato anche indicato proprio dalle OO.SS FIRMATARIE.

Non sappiamo dire come EFFETTIVAMENTE siano stati applicati questi criteri. Sappiamo però giudicare un accordo che è volutamente indeterminato e nel quale tale indeterminatezza – ad esempio – fa si che un collega al 4 livello da 20 anni risulti non avere requisiti sufficienti per il passaggio di livello. Questo significa semplicemente che il sindacato è di fatto incapace sia di ottenere numeri adeguati sia di scrivere (e poi firmare) accordi chiari ed efficaci.

Senza contare che la nostra azienda, se in 20 anni non riesce a SVILUPPARE la professionalità di una propria “RISORSA”, dovrebbe anzitutto fare i conti con il fallimento della propria organizzazione del lavoro e fare un profondo mea culpa.

Come premesso il tema dell’insufficienza dei numeri sui passaggi 4-5 e 5-6 è stato per noi uno degli elementi fondamentali per una valutazione non positiva sull’accordo di 2 livello. Riteniamo doveroso che venga riconosciuto l’incremento di livello ai tanti lavoratori e lavoratrici al fine di recuperare anni di diminuzione del proprio salario, di restrizione della normativa sulle condizioni di lavoro e di compensazione per turni disagiati.

Del resto riteniamo che la situazione che si è determinata è oggettivamente il “frutto avvelenato” dell’abolizione dell’automatismo di alcuni passaggi di livello, del venir meno negli anni di un costante processo di formazione e di certificazione sull’attività svolta, di contro ad aumento della pressione per diminuire il costo del lavoro.

Oggi come oggi, COME GIA’ FATTO in SEDE DI COORDINAMENTO NAZIONALE chiediamo che il BACINO VENGA SIGNIFICATIVAMENTE AMPLIATO e che l’anzianità di servizio debba essere l’unico vero e certificato criterio di riconoscimento, onde evitare sospetti su sistemi più clientelari.

L’ALTERNATIVA è quella di rivolgersi a noi per il supporto legale, così come hanno fatto finora decine di colleghi e colleghe.

Roma 20/01/2020

COBAS TIM

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