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SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI TELECONTACT

(con eccezione delle giornate del 2,3,4,5,6,7,8 aprile – periodo di franchigia)

1 aprile: intero turno di lavoro

9-30 aprile: 1 ora fine turno

L’incontro del 19 marzo conferma le scelte aziendali di tagliare diritti e salario. Inoltre la definizione di un nuovo modello di LAVORO AGILE peggiorativo dimostra come l’Azienda non abbia rispetto per la cosiddetta “conciliazione vita – lavoro” per la quale si vanta tanto anche nelle formazioni on line ai dipendenti del gruppo.

Non ci resta che lo sciopero. E soprattutto non ci resta che attendere per sapere se ci sarà una nuova dirigenza a voler condurre la trattativa.

La notizia di POSTE ITALIANE pronta a rilevare tutta la maggioranza di TIM SPA ci fa capire che LABRIOLA aveva preparato bene la situazione:

Vendere TCC, sbarazzarsi del personale e dei costi di una azienda, ridurre il personale del Gruppo, agire sulla valorizzazione dei Mercati (che in genere quando si tagliano le teste dei dipendenti sono sempre pronte a far schizzare in Alto le azioni) e rendere più appetibile l’OPAS.

Ma se questa notizia potrebbe essere interpretata come un positivo e definitivo rientro dello “stato” in una azienda leader del settore TLC, è necessario precisare che POSTE ITALIANE opera come un vero e proprio privato con la chiusura degli uffici pubblici, l’uso di manodopera precaria (www.cobasposte.it)….

A questo punto quindi è necessaria la mobilitazione sindacale, rifiutare i ricatti e difendere i diritti acquisiti:

1 – La proposta che facciamo quindi è quella di rifiutare il nuovo modello di LA ben sapendo che potrebbe rappresentare un sacrificio, ma ricordando anche che l’Azienda deve adeguare le sedi e garantire i servizi per tutta la durata dell’arco orario.

2 – Aderire allo sciopero e costruire nelle citta principali iniziative dove rendere visibile il disagio generato dalle azioni di TIM

Roma 25/03/2025

Cobas Telecontact – Cobas TIM