Da qualche mese stiamo mettendo in fila diversi episodi che ci hanno portato ad una riflessione preoccupante. Il subentro di Poste SPA come azionista di maggioranza nel Capita di TIM SPA dopo la separazione del più grande operatore nazionale ha dato inizio ad una serie di questioni a nostro avviso paradigmatiche:
- La firma del CCNL TLC con il doppio livello normativo e salariale per i CRM BPO, e la totale incertezza sulla riconfigurazione dei livelli inquadramentali che di fatto apre ai demansionamenti e alle esternalizzazioni dei Customer dei Grandi Player.
- Disdetta degli accordi di 2 livello in TCC per adeguarli alle condizioni peggiori del nuovo CCNL
- Relazioni sindacali ai minimi termini con restrizioni autoritarie e ingiustificate dell’agibilità dei delegati
- Licenziamento del Segretario della FLMU-TLC per aver svolto la sua attività di supporto a dei lavoratori per il riconoscimento dei propri diritti attraverso, badate bene, l’invio di qualche mail.
Tutto questo descrive un clima ben chiaro nel quale si vuole procedere con dei piani di azzeramento dei diritti e compressioni salariali al solo scopo di premiare dividendi e dirigenti che non hanno mai subito la crisi, l’inflazione e la corsa agli aumenti di spesa alimentare, carburante e bollette nella stessa misura di chi vive del proprio stipendio!
In questo quadro, denunciamo gli ultimi episodi che si stanno avendo nella Sede di Catanzaro, promiscua TIM/TCC in cui si cerca di delegittimare e intimidire l’attività del COBAS Telecontact di Catanzaro. Fra questi atteggiamenti l’ultimo episodio in cui una nostra locandina raffigurante operatori viene messa a testa in giù è il gesto infame di chi pensa di impedire l’organizzazione dei lavoratori e lavoratrici fuori il controllo delle direttive aziendali per perseguire gli interessi dei soliti pochi.
Denunciamo l’accaduto a tutti i colleghi e e le colleghe, affermando che non ci faremo mettere paura di certo da questi gesti vili, piuttosto è la conferma che stiamo agendo nel giusto e invitiamo i colleghi e le colleghe ad unirsi a noi nella battaglia per il giusto riconoscimento dei diritti e il salario di tutte e tutti.
COBAS Telecomunicazioni