A seguito dei due incontri che si sono tenuti nei giorni 28 e 29 Ottobre c.m. sia a livello nazionale che territoriale (per quanto riguarda nello specifico il sito di Catanzaro) come organizzazione sindacale registriamo alcuni dati che non ci sorprendono affatto.
- L’azienda ha dichiarato che il tema del ritiro del BPO al momento non è oggetto di trattativa.
- Ristoro economico: elargizione di un indennizzo attraverso quote una tantum suddiviso in tre tranche a partire dal 2027 fino al 2029.
- Tutela occupazionale: inserimento nell’eventuale accordo quadro una clausola di salvaguardia per la tutela dell’occupazione “qualora si pongano problemi di calo di volumi di attività” nel corso dei prossimi anni.
Sul tema del BPO la nostra organizzazione si è già ampiamente espressa, ritenendo che senza
un ritiro dalla parte speciale del CCNL in cui Telecontact è stata inserita non sussistono margini
di trattative, poichè ben sappiamo e ben abbiamo rappresentato a lavoratrici e lavoratori
cosa implica lavorare sotto una tipologia contrattuale di questa natura e quali sono i rischi per il futuro sia in termini di diritti che di salario con i continui cambi appalto che la caratterizzano.
Non smetteremo mai di opporci ad una scelta miope e profondamente sbagliata che è stata compiuta dall’azienda in maniera speculare agli interessi dei vertici Asstel.
Per quanto riguarda il ristoro economico, riteniamo sia il caso che esso sia elargito ai ed alle
dipendenti in unica soluzione considerato il momento storico e sociale che attraversa il paese, con il
costo della vita fuori controllo e soprattutto in virtù del fatto che l’azienda anche nei momenti di maggior crisi carburante non ha mostrato apertura nei confronti del personale, favorendo il lavoro agile in ottica di contenimento dei costi.
Infine, sulla tutela occupazionale, abbiamo più di qualche riserva soprattutto se contestualizzata alla chiosa finale aziendale che prevede “una conditio sine qua non negoziabile : la sottoscrizione di un accordo individuale tra l’azienda e ciascun lavoratore di tutti i siti (indistintamente, che abbia già aderito o meno alle azioni legali ad oggi) con firma di rinuncia verso azioni giuridiche presenti e future”. Quella che a noi appare chiaramente come una intimidazione, unitamente agli altri punti oggetto della trattativa, i sindacati firmatari hanno l’ardire di definirla “apertura al dialogo”.
Siamo convinti che la dignità di ciascun dipendente non possa sottostare a nessuna una tantum dilazionata, per altro, nel tempo di tre anni e che l’intimidazione sia il modo migliore per confermarci che come organizzazione sindacale siamo sulla strada giusta poichè una “tutela occupazionale” non può essere garantita solo a chi accetta di deporre le armi firmando una tombale.
Entrando, infine, nello specifico per quanto concerne il site di Catanzaro la proposta aziendale che “rende sindacalmente orgogliosi del loro lavoro” le sigle impegnate nella trattativa si traduce in: - 5 giornate in più di lavoro agile per il solo mese di novembre.
- Possibilità di lavorare in modalità agile per tutti i turni che terminano oltre le 20.00 e nei
turni di sabato, domenica e festivi.
A noi, tutti ciò appare in definitiva insufficiente e offensivo dell’intelligenza di chi ogni giorno presta il proprio servizio nonostante tutto.
A noi le briciole non bastano: vogliamo il pane ma anche le rose!
Catanzaro 2 Novembre 2026
Cobas Telecontact Catanzaro