Se la delegazione aziendale di TIM, nel corso dell’incontro della scorsa settimana, aveva esplicitamente menzionato la venuta meno di un rapporto fiduciario tra azienda e lavoratori/trici come giustificazione per il ritorno al lavoro in presenza per 4 giorni a settimana nel nuovo modello di lavoro agile, in FIBERCOP la delegazione, riproponendo lo stesso modello, ha semplicemente accennato a velocità dei cambiamenti aziendali, necessità di una maggiore sinergia nei team di lavoro e valorizzazioni personali. L’azienda ha quindi proposto il ritorno a un modello di 4 giorni in presenza e 1 in agile per chi fino ad oggi ha usufruito dello Smart Working giornaliero, mantenendo invariato il modello “settimanale”. Sedi aperte dal lunedì al venerdì.
Rinunciare al lavoro agile è illogico in termini di produttività, efficienza e riduzione dei costi legati alle malattie. Non siamo noi ad affermarlo: la gestione del personale e della produzione della prestazione comporta per l’azienda un risparmio di 16 milioni di euro circa.
Questa proposta rappresenta un regresso, l’apoteosi di un morboso attaccamento al feticcio del controllo visivo da parte di capi incapaci di riconoscere e quindi di potenziare il valore del lavoro da remoto. È questa la vera questione che l’azienda deve affrontare nell’interesse di tutti: il superamento di una dirigenza che non riesce a proiettarsi nelle nuove dinamiche dell’organizzazione del lavoro agile.
Se ciò non bastasse a destare preoccupazioni, è evidente la mission di questa, la quale sembra concepita appositamente per favorire una speculazione immobiliare/finanziaria: chiudere tutte le sedi e monetizzare il risparmio dei costi e gli edifici rimasti in loro possesso.
Tornando al Lavoro Agile (LA), il provvedimento, come dicevamo, riguarderà 7000 persone, ovvero coloro che oggi svolgono lavoro agile giornaliero, mentre per le 100 persone in TELELAVORO (Full Remote), le 4900 persone con l’alternanza e le 6000 persone attualmente escluse, la situazione rimarrebbe pressoché invariata.
Non ci convince, quindi, la premessa aziendale alla base delle loro intenzioni dietro le quali – a nostro avviso – si cela la precisa volontà di abbattere il costo del lavoro rendendo la vita più difficile ai lavoratori e alle lavoratrici per indurli a optare quanto prima per scivoli e scivoloni, magari distogliendo l’attenzione dal rinnovo del CCNL.
Per dovere di cronaca, le posizioni registrate al momento del congedo dal coordinamento, in vista di una possibile trattativa, sono le seguenti: per l’azienda il modello 4+1 a casa, per i confederali l’attuale modello 2+3 a casa. Noi Cobas, invece, abbiamo presentato integralmente la proposta pervenuta dai lavoratori del 1+4 a casa oppure 2+3 a casa con 28 giorni in più da programmare durante l’anno.
AUSPICHIAMO CHE SU LAVORO AGILE e RINNOVO DEL CCNL si costruisca la massima convergenza delle delegazioni sindacali, ma anche un rinnovato protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici.
Per quanto ci riguarda, apriremo le procedure di raffreddamento su entrambi i temi.
Roma 17/04/2025
COBAS FIBERCOP