Ieri si è tenuto l’incontro con il Responsabile delle Relazioni Industriali di FiberCop, Rosario Izzo. L’azienda ha delineato il quadro economico-organizzativo e le linee guida per i prossimi mesi. Mesi durante i quali l’azienda vista la prospettiva di quotarsi in borsa e l’enorme interesse economico collegato, ha scelto la via dell’apparente distensione e massima complicità: ha dichiarato di non voler utilizzare ammortizzatori sociali e di voler percorrere un cammino condiviso con le parti sociali. Chiaramente con queste previsioni sarà necessario essere vigili e attenti poiché le insidie e gli attacchi al salario e ai diritti dei lavoratori saranno sottili e mascherati ma come sempre devastanti. Belle promesse ma il diavolo sta nei dettagli.
Di seguito la sintesi ragionata dei punti emersi e le relative criticità per i lavoratori e le lavoratrici.
1. Risultati Economici e Carichi di Lavoro: PNRR e Nuove Gare
- Completamento PNRR: L’azienda dichiara di aver centrato tutti gli obiettivi PNRR previsti al 30 giugno 2026.
- Nuovo Lavoro (“Gara InvItalia”): FiberCop si è aggiudicata la gara del Fondo Nazionale Connettività (unica partecipante) per la copertura di circa 700.000 nuovi civici entro il 2026.
Noi pensiamo che i grandi risultati e i finanziamenti pubblici incassati sono stati realizzati grazie al sacrificio dei lavoratori della rete e degli uffici.
Ora l’azienda pretende di redistribuire sforzi e flessibilità, anziché riconoscere reali avanzamenti salariali.
2. Organico, Esodi (Isopensione) e Carenze di Personale
- Strutture di Vertice Gonfiate: L’azienda ammette che post-spinoff la “parte alta della piramide” è risultata sovradimensionata rispetto alle esigenze reali (gestita tramite Articolo 4 per le strutture non produttive).
- Dati Isopensione / Legge Fornero:
- 992 uscite effettive al 30 giugno 2026 (su 1.413 certificazioni INPS inviate e 340 rinunce).
- Redemption del 75% (molto più alta delle stime).
- Prevista una piccola finestra di recupero a novembre per casi bloccati, ma nessuna estensione ulteriore per mancanza di coperture economiche.
- Nessun Ammortizzatore Sociale: L’azienda ribadisce di non voler utilizzare ammortizzatori sociali.
Il nostro pensiero è che con quasi 1.000 uscite e l’assenza di un piano straordinario di assunzioni, si prospetta un drastico aumento dei carichi di lavoro per chi resta.
3. Attacco al Personale On-Field e di Rete
- Accuse Inaccettabili (“Cacciavite che cade a fine turno”): L’azienda lamenta un’alta percentuale di interventi abbandonati a fine orario di lavoro e intende regolamentare l’obbligo di chiusura del lavoro dal cliente.
- Pressione sull’Assurance per il sabato: Richiesta di incrementare la copertura operativa nei fine settimana per non rimandare i guasti al lunedì.
- Reperibilità da Rimodulare: L’azienda sostiene che il tasso di intervento reale in reperibilità è solo del 4% e considera la reperibilità passiva “uno spreco”. L’obiettivo dichiarato è ridurre le ore di reperibilità passiva a favore delle sole ore di uscita/intervento.
- Promesse Generiche per l’Esterno: Si parla di una generica “attenzione” per il personale esterno escluso dall’Art. 4 e dallo Smart Working, ma senza impegni economici o normativi precisi.
Respingiamo le accuse svalutanti sui lavoratori esterni. Tornare a casa a fine turno non è una mancanza è un sacrosanto diritto. L’obbligo di proseguire l’intervento oltre il turno e il taglio della reperibilità passiva sono un attacco ai tempi di vita e al salario. Non sono accettabili.
4. Salario, Buono Pasto e Calendario
- Buono Pasto Legato alla “Produttività”: L’azienda si dichiara disponibile a ridiscutere il valore del buono pasto, ma lo vuole vincolato agli indicatori di produttività.
- Smonetizzazione Forzata del Calendario: L’azienda non intende applicare la volontarietà, convertendo d’autorità 2 giorni nel 2026 e 3 giorni nel 2027 in giorni di permesso nel calendario.
- Contratto di II Livello: Intenzione di unificare i vari accordi ereditati da TIM in un unico testo aziendale FiberCop.
- Inquadramenti Professionali: Chiusura netta su avanzamenti di livello a livello aziendale: l’argomento viene rinviato esclusivamente al tavolo nazionale Asstel.
Per quanto ci riguarda il buono pasto è un diritto legato alla prestazione lavorativa e non può diventare un premio ricattatorio legato alla produttività e vogliamo mantenere la volontarietà sulla smonetizzazione!
Non è inoltre accettabile che l’azienda deleghi ad asstel di risolvere il problema del sotto inquadramento di tutti, troppi, colleghi e colleghe ancora agganciati al sempre più misero salario da 4° livello.
5. Smart Working, Controllo e Tecnologie (Art. 4 L. 300)
- “Patto per il Lavoro Digitale”: Volontà di superare l’attuale regolamento dello Smart Working, riorganizzando le giornate agili per i giornalieri e rivedendo le regole sull’uso degli strumenti digitali.
- Flessibilità in Ingresso e Giustificativi: Proposta di semplificare e aggiornare la stratificazione di codici e giustificativi per il personale d’ufficio.
- Controllo a Distanza (Art. 4 L. 300): Richiesta di aggiornare gli accordi su impianti di videosorveglianza, antifrode e nuove tecnologie Cloud.
- Caregiver e Part-time: Apertura a rivedere le regole, ma sempre con il vincolo delle “esigenze tecnico-organizzative”.
Sarà nostra cura mantenere alta la vigilanza affinché il “Patto Digitale” e l’aggiornamento dell’Art. 4 L. 300 non si traducano in una maggiore ingerenza e controllo a distanza sulle prestazioni individuali
LE NOSTRE PAROLE D’ORDINE
- NO AL RICATTO SUL BUONO PASTO: Aumento del valore senza vincoli di produttività.
- DIFESA DEI TEMPI DI VITA/LAVORO: No al prolungamento forzato del turno di lavoro nel field e no al taglio della reperibilità.
- PIANO ASSUNZIONI SUBITO: Copertura del turn-over generato dalle uscite dell’Isopensione.
- TUTELA DELLA PRIVACY E DELLO SMART WORKING: No a regolamenti peggiorativi o controlli remoti mascherati da aggiornamenti tecnologici.
ESIGIAMO RISPETTO E DIGNITÀ PER TUTTI I LAVORATORI FIBERCOP!
Roma 24/07/2026
COBAS FIBERCOP