Cosa è successo dunque nell’incontro del 30 giugno? Nessuna sorpresa rispetto a quanto vi andiamo dicendo da 6 mesi almeno: L’alzata di scudi per la difesa del Salario dei dipendenti TIM si è risolta in un concerto di voci in cui si elogia lo strumento del Contratto di Solidarietà come “strumento utile” in cui non “si è lasciato indietro nessuno”.
La proposta di integrazione da discutere (forse) è la stessa dell’attuale accordo CDS in cui si dovrebbe arrivare all’80% della copertura unendo la retribuzione dell’INPS, Una tantum, il buono pasto riconosciuto anche per il giorno di astensione e i buoni benzina.
C’è quindi un conclamato 20% di salario sulle 4 giornate mensili medie che viene perso.
In cambio il Lavoro Agile viene prorogato con il vecchio modello fino alla definizione di un nuovo accordo che soddisfi tutte le parti. Viene sospeso immediatamente il modello di LA unilaterale iniziato oggi. Durata della CDS fino a Marzo 2027.
Per il PDR da rinnovare per il 2025, si è concordato una riflessione profonda su un nuovo meccanismo da sperimentare e una durata più ampia. Tutto ancora da discutere.
Nell’incontro le parti, quelle che contano, hanno reso una serie di impegni un po’ su tutto: dai turni ai customer a problematiche varie, pur ché si sia d’accordo nel tagliare gli stipendi.
Una nota a margine: Abbiamo sollecitato – come cobas – una dichiarazione da parte aziendale in merito a chi lavora nei giorni di Solidarietà. La risposta non si è fatta attendere, per la quale la risposta è stata che si da per scontato che nei giorni di solidarietà il personale coinvolto non lavori!
La richiesta si imponeva in merito ad un andazzo per il quale molte figure abitualmente lavorano
Nelle giornate di ammortizzatore sociale, retribuito dall’INPS e dalla collettività. Un regalo per l’Azienda che si garantisce valore in una giornata in cui avrebbe dovuto pagare il giusto compenso.
Tale logica inficia la stessa funzione dell’ammortizzatore sociale. Impedisce all’azienda di fare una corretta valutazione sull’efficienza dello stesso e costituisce una violazione di legge.
Poi ci sarebbe la questioncina del CCNL (cit.), che fino a poco tempo fa era la madre di tutte le battaglie, sull’altare della quale sacrificare tutto. È invece bastato il neo presidente dell’Asstel fissasse un paio di appuntamenti di confronto (senza alcun impegno), per ascoltare le urla di giubilo degli amanti dei tavoli di trattativa a tutti i costi.
E vabbe’! Anche qui non avevamo molte aspettative. Solo i più distratti non sapevano come sarebbe finita questa storia. In assenza di lavoratori e lavoratrici che pensano con la propria testa e non con la pancia, e senza uno straccio di conflittualità che possa mettere un po’ di pepe in una trattativa poteva finire solo così. Promesse e dilazioni.
La trattativa sulla CDS è rinviata al 8 LUGLIO. Per ora l’Azienda ha incassato la disponibilità a trattare dei sindacati maggiori. Obiettivo raggiunto.
Da parte nostra, oltre a dire VE L’AVEVAMO DETTO, non abbiamo molto da aggiungere, se non che AI NOSTRI POSTI CI TROVERETE, per fare riconoscere un diritto individuale o per organizzarci insieme nella rivendicazione di un posto di lavoro migliore, più sicuro, e pienamente pagato.
Roma 30/06/2025
COBAS TIM