Ci giungono notizie che siano state date comunicazioni in merito alla gestione dei dati individuali relativi al sondaggio sulla qualità del servizio. In particolare, la comunicazione ricevuta verrebbe consegnata dai vari referenti di Linea al singolo operatore con l’intento di costruire un percorso formativo personalizzato.
Tutto ciò ci pare alquanto fuori luogo e contrario a quanto stabilito nell’accordo del Customer CARE dell’11 giugno 2020, che istituiva il micro-modulo da 3 come livello minimo di aggregazione dei dati.
Nello specifico, il punto 9 di tale accordo sottolinea che: “su base esclusivamente volontaria, il Caring Agent potrà visualizzare i dati relativi alla propria performance […] tramite uno specifico strumento di autoconsapevolezza che l’Azienda svilupperà appositamente nei prossimi mesi e metterà a disposizione degli operatori […]. I dati individuali saranno visibili solo dal diretto interessato e l’utilizzo o meno di tale applicativo non sarà oggetto di valutazione da parte aziendale”.
A fronte di quanto esplicitato in detto accordo, non ci sembra ci siano i presupposti per la catena di condivisione che ci è stata raccontata dai presenti alla riunione. Pertanto, invitiamo l’azienda a fare chiarezza sul processo e a migliorare la qualità della comunicazione diffusa verso gli operatori.
Il miglioramento delle performance e della qualità del servizio passa attraverso il miglioramento delle condizioni degli addetti, che si barcamenano tra riduzioni salariali tramite Contratti di Solidarietà, turni completamente illogici e mancanza di prospettive di crescita professionale. Nessun percorso di controllo a distanza potrà ridurre lo stress che ne deriva.
Sarà nostra particolare cura mantenere i riflettori accesi su questo tema al fine di monitorare un rientro immediato nei canoni della correttezza e delle regole condivise. Contestualmente, invitiamo i colleghi e le colleghe a organizzarsi per una risposta collettiva quanto più determinata nei confronti di queste forzature.
Roma, 2 luglio 2025
COBAS TIM