E’ veramente un peccato che la maggioranza dei colleghi e delle colleghe non abbiano capito la necessità di sostenere e organizzarsi nei COBAS, perché anche alla luce delle affermazioni uscite dall’incontro odierno ci viene da dire: VE LO AVEVAMO DETTO!
Partiamo dalla “Semiotica” dell’ODG con il cui per generare il necessario piano inclinato si organizzava l’incontro su 2 punti : Percorso Negoziale e Chiusura Sedi.
L’azienda presenta l’intenzione di firmare un Accordo Quadro, dove per quadro si intende una cornice di contenimento dove la delegazione trattante o firma tutto o non firma nulla.
Cosa contiene il Quadro : 1) Nuovo Contratto di Solidarietà leggasi la storia infinita! 2) Chiusura delle SEDI (26 sedi sotto i 25 dipendenti con spostamenti eventuali fino a 240km); Nuovo modello di Lavoro Agile con utilizzo sempre più stringente degli strumenti di controllo della presenza(art.22 nuovo CCNL); Controllo della produttività individuale(art.57nuovo CCNL).
O tutto o niente…chiede l’Azienda.
Dal prossimo 16 luglio si continuerà a discutere di tutto questo, con altre date già calendarizzate per arrivare, sempre alla desiderata aziendale, al 1°settembre tutti pronti.
Vale la pena fare alcune riflessioni: dopo il ricatto subito nel 2025 per cui ci hanno fatto scegliere tra Lavoro Agile e contratto di solidarietà, ma con la promessa che sarebbe stata l’ultima solidarietà…si può credere ancora a questi accordi?
Avevamo ragione o no a votare contro il CCNL non solo per la iniqua parte salariale?
Perché invece di Accordo Quadro non si parla di rinnovo del 2° livello contrattuale per recuperare almeno una parte dei soldi persi sul CCNL…che a quanto pare non ha perso per strada solo i soldi ma anche diritti.
E’ credibile fare una trattativa sotto la spada di Damocle di 9 persone trasferite a 240k, quando banalmente ci sono sedi più vicine e magari si può pensare anche a idee alternative e meno dispendiose anche per l’azienda invece di minacciare trasferimenti di città lontane?
Che tipo di trattativa pensano di impostare le OO.SS. che hanno firmato la scorsa Solidarietà sbandierandola come ultima sottrazione di denaro dai salari già colpiti dall’inflazione e dai mancati adeguamenti ?
Dovrebbero o no le OO.SS. tutte rifiutare questo piano inclinato e ristabilire un minimo di coerenza con quanto (già molto poco) affidato ai tavoli?
Noi non firmammo proprio perché eravamo certi che accordi fatti sotto ricatto non sono accordi credibili e sostenibile, viceversa lo facciamo quando pur con pragmatismo e nella valutazione dei pro e dei contro possiamo raccogliere liberamente la sfida.
La storia si ripete, ma mai uguale, prima in tragedia poi in farsa. Senza tener conto di quanto sta accadendo in termini societari, con l’avvio dell’acquisizione dell’intero capitale da parte di Poste SPA , che potrebbe almeno risolvere la questione sedi e contratto di solidarietà.
Oggi un membro della delegazione sindacale ha confessato che se avesse scommesso dei soldi sull’andamento di TIM e Fibercop avrebbe perso i suoi soldi. Noi rispondiamo che se la prossima volta fossero più attenti a quanto invece abbiamo ampiamente analizzato e predetto su come sarebbe finita, l’amico avrebbe vinto la sua scommessa e i lavoratori e le lavoratrici non si troverebbero ancora a rincorrere promesse disattese.
Meditate Gente.
Roma, 7 luglio 2026
Cobas TIM