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Oggi come sindacato e come lavoratori, siamo stati presenti al presidio e all’incontro tenutosi presso la prefettura di Crotone, voluto dal Sindaco della città pitagorica Voce, in collaborazione con il sindacato Confial e dai lavoratori e lavoratrici crotonesi. A loro diciamo grazie per averci reso partecipi in questo percorso condiviso di lotta a difesa dei posti dl lavoro di centinaia di Calabresi.
Ci siamo uniti per condividere questo primo momento di lotta avanzato dai colleghi e dipendenti Konecta R con contratto a tempo determinato, ex LAP Abramo, in scadenza il 18 maggio 2026 ai quali l’azienda, nonostante gli ingenti fondi pubblici ricevuti, vuole negare la continuità lavorativa e la prospettiva di un futuro dignitoso.
Tutto questo non ha alcuna giustificazione se non lo sfruttamento e la mancanza di rispetto di lavoratrici e lavoratori che sino ad oggi hanno dato il loro valido e costruttivo contributo allo sviluppo di un progetto così importante.
*Pretendiamo che i nostri colleghi siano stabilizzati, che anche per loro ci sia una prospettiva di lavoro sicuro. Vogliamo certezze e non sciacallaggio sulla vita di chi chiede solo di poter continuare a lavorare!*
Al tavolo presenti, oltre agli organi prefettizi, le Istituzioni Crotonesi, i sindacati Confial con il segretario Tomaino e noi Cobas del Lavoro Privato con Antonio Musca dell’esecutivo prov. Cs, il dirigente regionale Zito responsabile per le crisi d’impresa e, da remoto, l’assessore al lavoro Calabrese.
Assente ingiustificata l’azienda Konecta che ha solo inviato una missiva informando della sua non partecipazione, motivata, secondo loro, dall’inesistenza di una vertenza Konecta in Calabria e che i sindacati oggi presenti non rappresentano, a loro dire, i loro “interlocutori preferiti”.
*Noi invece riteniamo importante che oggi fossero presenti i sindacati che rappresentano i lavoratori!*
Riteniamo questo atteggiamento vergognoso, soprattutto da chi ha sfruttato ben 30 milioni di euro di soldi pubblici solo per far fallire, in meno di un anno, il progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche sanitarie negando lo sviluppo in Calabria di questa commessa che, continuiamo a ribadirlo, è di notevole impatto sociale per la nostra Regione. La mancanza di rispetto nei confronti del Prefetto, e quindi dello Stato, e di tutti i lavoratori rappresenta un segnale di arroganza che non possiamo tollerare.
L’assessore Calabrese ha confermato che i fondi stanziati ammontano a 30 milioni di euro, di cui 10 milioni serviti per assumere il personale ex Abramo. Ha espresso tutto il disappunto della Regione per la gestione Konecta, sulla carta partner affidabile per diventare Hub della digitalizzazione italiana.
Le domanda diretta all’assessore Calabrese è stata cosa si stia facendo per garantire i posti di lavoro ma sentir dire che “stanno lavorando e che troveranno come regione una soluzione”, di certo non tranquillizza i lavoratori in cassa integrazione e soprattutto chi tra meno di un mese sarà messo alla porta.
Come Cobas abbiamo evidenziato anche le responsabilità della Regione per un monitoraggio non efficace sul progetto e sui fondi stanziati.
A fronte di una sfiducia condivisa da lavoratori e istituzioni per come il progetto è stato gestito da Konecta, in merito ai “presunti” sviluppi futuri, e vogliamo credere che ci siano, abbiamo ritenuto sottolineare che è indispensabile che si faccia una scelta di progettualità verificabile a monte con affidamento a chi è in grado di portare crescita e sviluppo nella nostra Regione mettendo al centro tutte le lavoratrici e i lavoratori già formati con alto profilo sulla digitalizzazione.
Abbiamo anche chiesto se le spettanze della Regione verso l’azienda fossero state rispettate e la risposta è stata affermativa.
Come Cobas ci siamo allineati alle richieste fatte dai colleghi di Crotone e dal segretario Confial Tomaino, che hanno evidenziato tutte le criticità sia dal punto di vista procedurale che dal punto di vista di mancato rispetto dell’assunzione dei LAP.
Il dirigente regionale Zito ha evidenziato che sono ancora attivi bandi ai quali l’azienda potrebbe ricorrere per consolidare i lavoratori con contratto a termine, per poi, anche per loro, ricorrere alla CIGS al fine di traghettarli verso una “soluzione definitiva”.
Ad oggi però tutti ignoriamo quale possa essere il piano di rilancio industriale.
Al momento la regione ha bloccato circa 700mila euro da erogare a Konecta per i soli costi relativi ai bandi per le assunzioni.
Ringraziamo il Prefetto di Crotone per l’incontro e le istituzioni che ne hanno preso parte ma non abbiamo avuto risposte certe e garanzie per il futuro dei nostri colleghi con contratto in scadenza e neppure per chi sarà in Cigs sino al 31 dicembre.
La mobilitazione continua perché le risposte non sono arrivate.
Vogliamo tempi certi e garanzie, valorizzazione di tutte le competenze e rispetto anche come cittadini.
*Come lavoratori e lavoratrici dei siti di Crotone Rende e Settingiano non crediamo di chiedere molto: solo di continuare a lavorare!*
*Cobas Konecta Rende*