E’ giunta ieri una pessima notizia che nuovamente ha portato sconforto nelle vite di molte Lavoratrici e Lavoratori delle sedi di Ivrea e Asti.
Le OO.SS. a seguito di un incontro in Confindustria ad Ivrea in data 21/05 riferiscono che nelle intenzioni di Konecta ci sia ancora una volta un progetto di trasferimento di alcuni lavoratori dalle due sedi sopracitate verso la sede di Torino in strada del Drosso. Un ennesimo attacco, un’ennesima forzatura per cercare di spingere i propri dipendenti alla porta in maniera sempre più subdola e allo stesso tempo spregiudicata. Dopo avere ” spinto ” all’uscita più di 200 lavoratori delle sedi piemontesi con una modesta buona uscita usando il ricatto dell’accorpamento dei tre siti in un’unica sede su Torino, Konecta non si accontenta e si supera!
Prima ritira il progetto di accorpamento (ovviamente solo dopo aver incassato il pieno e oltre delle uscite previste) poi a distanza di circa un mese rilancia il suo nuovo attacco verso chi svolge attività di Back office e documentale. Una mossa subdola perché’ si parla di attività che confluiranno nella sede Torinese ma nella fattispecie si tratta chiaramente di persone, di dipendenti che in maniera malcelata l’Azienda da sempre vorrebbe fuori dall’azienda, storici “indesiderati” su cui non ha mai fatto mistero di volersi sbarazzare.
Innanzitutto, i trasferimenti collettivi nel mondo del Crm sono anacronistici per natura perché’ ormai tutto è remotizzabile e può essere svolto in qualsiasi sede (anche in Smart Working volendo) senza nessun costo che giustifichi un trasferimento di attività su una sede specifica. Inoltre, si tratta di lavoratori che hanno una condizione di non “cuffiabilita’” dovuta nella stragrande maggioranza a patologie che spesso sono emerse dopo anni di lavoro in cuffia a ritmi incessanti che hanno tolto la voce, rovinato udito e salute mentale e fisica senza che queste stesse patologie peraltro siano riconosciute come vere e proprie malattie professionali. Oltre al danno subito, la beffa!
Konecta mira da tempo questi lavoratori e ora punta dritto al bersaglio.
Dopo che ha ottenuto senza grandi difficoltà in questi anni firme su accordi di clausole sociali con cui si è sbarazzata già di decine e decine di lavoratori, dopo che ha avuto vita facile nell’ usufruire in maniera continuativa di contratti di Solidarietà senza aver mai fatto reale investimento su crescita professionale dei lavoratori stessi, dopo aver fatto il suddetto pieno di buone uscite nel marzo scorso, Konecta non è ancora sazia !
Questo accade anche perché’ aleggia un clima di totale impunità garantito da un governo complice del continuo smantellamento del lavoro reale in favore dello sfruttamento, perché’ le istituzioni balbettano, i sindacati confederali spesso si voltano dall’altra parte e i Lavoratori sono sempre più soli e rassegnati. Nulla accade a caso ma nemmeno nulla può essere lasciato intentato.
Come Organizzazione diffidiamo fin da subito l’Azienda a procedere con uno scellerato progetto che non ha fondamento alcuno e soprattutto sindacalmente inaccettabile e invitiamo le OO.SS. ai tavoli a mettere in campo tutte le azioni necessarie. Scriviamo per conto dei nostri iscritti ancora in forza nella Sede di Ivrea e di tutte le Lavoratrici e Lavoratori che sono stanchi di essere bersagli continui. Lavorare è un diritto ma sta diventando praticamente una colpa; per i lavoratori delle sedi di Ivrea e Asti deve finire questo continuo stillicidio di manovre atte a forzarne l’uscita. Le condizioni per poter continuare a svolgere il proprio lavoro nelle sedi attuali ci sono tutte e sono innegabili, Konecta deve ritirare immediatamente il progetto di trasferimento di forza lavoro verso Torino e si torni a ragionare di lavoro vero e non di mero profitto!
Cobas Lavoro Privato