La situazione geopolitica in Medio Oriente, gli aspetti legati alla dipendenza dalle risorse fossili, non possono essere ignorati. Lo conferma anche l’allarme lanciato dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che avverte che il caro-energia e l’inflazione colpiranno il potere d’acquisto dei lavoratori almeno fino al 2027.
A questo aggiungiamo anche la distrazione di risorse e fondi pubblici verso la spesa militare che nel 2026 sono stimate a 32,4 miliardi di euro.
Una situazione folle, pericolosa, contro la quale i Cobas sono costantemente in mobilitazione anche perché arricchita dalla continua violazione del diritto internazionale e dal Genocidio del Popolo Palestinese.
In questo scenario, imporre il rientro costante in ufficio è una scelta economicamente insostenibile e socialmente irresponsabile, che scarica interamente sul personale i costi della crisi.
L’attuale regolamento di FiberCop è anacronistico: vincolare il lavoratore alla presenza fisica e gestire lo smart working con calendari rigidi e riduzioni in presenza di ferie, malattie e permessi (Legge 104) penalizza ingiustamente chi lavora. Inoltre, è inaccettabile che questo strumento moderno venga gestito con logiche di controllo superate come le pressioni sull’uso delle webcam che di fatto sminuiscono la professionalità dei colleghi.
Il rinnovo della contrattazione di secondo livello dovrà segnare una svolta: lo smart working deve diventare la modalità ordinaria per tutte le attività compatibili. Non è più una concessione, ma un pilastro essenziale per garantire dignità economica e resilienza di fronte alla crisi ai lavoratori già penalizzati dal rinnovo del contratto.
Così come la contrattazione di secondo livello dovrà portare il valore del BUONO PASTO a 10 EURO. Gli aumenti di queste settimane intervenuti neI bar/mensa devono essere compensati da un serio (questa volte serio !!!) recupero salariale. Qualsiasi altra rivendicazione a ribasso è francamente inadeguata.
FiberCop scelga se evolversi o restare ancorata a modelli superati; la nostra mobilitazione continuerà finché la dignità e il potere d’acquisto dei lavoratori non saranno pienamente tutelati.
Roma 16/04/2026
COBAS FIBERCOP