Si è svolto il 19 gennaio l’annunciato incontro fra il COORDINAMENTO NAZIONALE RSU e l’Azienda sui temi del piano industriale. E’ stato il primo dopo l’entrata in vigore del nuovo CCNL. Le voci di corridoio circa l’immediata discussione del secondo livello, del Lavoro Agile e delle prossime uscite di cui si davano anche numeri dettagliati sono state smentite, come al solito.
Il DECOMISSIONING è IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE di FIBERCOP e non è una novità visto che da mesi tutta l’azienda sta lavorando al superamento della rete rame e i progetti per il prossimo 2026 (fino al 2029) parlano di uno switch off di 1800 centrali che saranno tutte migrate su fibra grazie, anche, all’introduzione di nuovi apparati per la ripresa di clienti in rame per i quali si potranno adottare soluzioni “nuove”, con le quali oltre a replicare i servizi che gli stessi hanno, si potranno anche “aggirare” i vincoli previsti dal AGCOM soprattutto per gestire queste casistiche.
Tale piano si accompagna alle attività di abbandono delle centrali sotto scadenza di locazione o per le quali sono previsti operazioni di compattamento che consentiranno di ridurre gli affitti astronomici che raggiungono spesso cifre raccapriccianti.
Nella sintetica illustrazione delle linee guida del Piano non è mancato il riferimento al completamento della rete di Back Bone e lo sganciamento dalle vecchie piattaforme ancora in condivisione con TIM, una migliore attenzione al cliente sia nella fase di Delivery che di Assistenza Tecnica.
Il tutto, secondo l’Azienda, dovrebbe essere accompagnato da un piano di remix professionale come quello adottato nel 2025 e che ha visto nascere la figura dei CAPI CENTRALE (360 circa in tutta Italia) e dei “Progettisti-Realizzatori”. L’Azienda ha anche manifestato l’intenzione di procedere con un piano di assunzioni in particolare nel mondo TOF. Il tutto accompagnato da FORMAZIONE PROFESSIONALE.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche temi più legati alla quotidianità della vita lavorativa sulla quale l’Azienda ha manifestato comunque la volontà di avviare una serie di incontri già dalle prossime settimane: c’è la disponibilità a a discutere un Piano di Uscite in ART. 4, ha comunicato che non procederà all’assorbimento della prima tranche dell’aumento contrattuale e che la vicenda ticket si risolverà a fine mese.
Nel nostro intervento abbiamo commentato che il DECOMISSIONING è sicuramente un processo interessante ma manca il personale nei settori di punta in particolare nei settori che lavorano nella fase di pianificazione, gestione e quindi progettazione delle attività. Una carenza che aumenta proporzionalmente ai ritmi di produzione che vengono richiesti. Abbiamo denunciato (non solo noi) come la gestione della ristrutturazione nell’ex settore CREATION è stata fino ad oggi fallimentare per una serie di problemi che l’azienda non ha voluto ancora affrontare, creando il paradosso di sguarnire quei settori di progettazione che dovrebbero proprio essere la mente esecutiva di tale e ambizioso progetto.
Resta poi il paradosso che la parte centrale di questo progetto rimane affidato ad imprese appaltatrici (terminate le fasi di sperimentazione di installazione degli apparati) che dovranno sopperire alla carenza del personale e ai tempi stretti di realizzazione del piano.
E’ abbastanza evidente secondo noi che il vero piano industriale di FIBERCOP sia quello della dismissione degli immobili ex-TIM. Questo è almeno l’unico obiettivo percepito. E questo conferma le paure e l’analisi che facemmo al momento della separazione e cioè quello di trovarci di fronte ad una grande speculazione immobiliare e finanziaria.
Le chiacchiere stanno a zero quindi! E’ necessario – per riconquistare la fiducia e la visione per il futuro – che si attuino una serie di operazioni che migliorino nettamente la qualità del lavoro:
Serve personale e serve personale cominciando a prenderlo li dove c’è già. L’azienda ha parlato di TOF ma ricordiamo che ci sono ancora i tecnici della ex TIM SERVIZI DIGITALI (oggi TELCO Sol. Dig.) in condizioni disperate ma allo stesso tempo pronti ad entrare in servizio. L’Azienda ha parlato di miglioramento dell’assistenza tecnica e noi diciamo che si può attingere dal bacino ex TELECONTACT. Oltre ad un nuovo piano di assunzioni che però non può essere finanziato dai lavoratori e dalle lavoratrici con il solito becero meccanismo degli ammortizzatori sociali.
Serve un SECONDO LIVELLO che ci dia BUONI PASTO SERI E ADEGUATI agli aumenti generalizzati del costo della vita, Serve Lavoro Agile, Serve attenzione alle figure fragili, Aumento delle voci salariali previste dal secondo livello. Servono garanzie per i colleghi e le colleghe di MOBILCOP ed ENERCOP affinché queste non siano scatole delle quali disfarsi dopo il 2028, quando KKR inizierà (secondo noi) a decidere come uscire di scena da FIBERCOP.
Insomma, servono risposte nette, certe, sicure, senza contropartite e senza “ricattini”, come quelli cui siamo stati abituati in TIM.
Dare forza e voce ai COBAS serve a garantirci una voce fuori dal coro, fuori dalla rassegnazione. Serve a garantirci che queste trattative non siano appaltate ai sindacati conciliativi.
Abbiamo sempre pensato che i diritti e i miglioramenti salariali si conquistano con il conflitto, non certo dentro le aule dei tribunali.
Roma 19/01/2026
COBAS FIBERCOP