Come tutti gli anni escono i comunicati dei dati anticipati del 2025 del Gruppo TIM. Con particolare piacere leggiamo molti riscontri positivi ma, come sempre, ci compete fare delle riflessioni e condividerle con tutti voi.
In particolare ci preme svelare il vecchio adagio fiabesco, in cui se “L’azienda va bene anche il benessere economico di chi ci lavora migliora”.
Ce lo hanno ripetuto per anni. Per anni ci hanno ripetuto che bisognava agganciare i salari ai risultati aziendali, abbiamo rinunciato alle 14me per i Pdr, abbiamo rinunciato agli automatismi per la progressione professionale e salariale, per gli incentivi e i riconoscimenti discrezionali o a obiettivi.
Il risultato è che i salari italiani sono i più bassi di Europa e abbiamo perso oltre il 9% del potere d’acquisto degli stipendi negli ultimi 15 anni.
Per caso? NO! E questo è avvenuto anche grazie alla buona parte delle OO.SS. che hanno condiviso tale politica del lavoro e soprattutto dei salari con la scusa della difesa dell’occupazione. Occupazione povera nel migliore dei casi, sosteniamo noi, o neanche quella a leggere i dati sull’abbandono della ricerca di lavoro.
Tornando al nostro specifico leggiamo che:
- I ricavi totalidi Gruppo ammontano a 13,7 miliardi di euro, in crescita del 2,7% (+1,9% nel domestico a 9,5 miliardi di euro, +4,6% in Brasile a 4,2 miliardi di euro);
- in crescita l’EBITDA di Gruppo, che aumenta del 6,4% anno su anno a 4,4 miliardi di euro (+5,2% nel domestico a 2,2 miliardi di euro, +7,7% in Brasile a 2,1 miliardi di euro
Quale vantaggio per i/le dipendenti del Gruppo TIM?
Un rinnovo del CCNL in perdita condotto proprio dall’AD di TIM in qualità di Presidente dell’ASSTEL. Nessuna conciliazione rispetto all’assorbimento discriminatorio degli Aumenti di Merito (…..che paradosso!) Si vorrebbero riprendere proprio quel pezzo di Salario che discrezionalmente l’azienda ha affermato come riconoscimento di merito!
A questo aggiungeremmo delle domande semplici :
Aumento del Buono Pasto ulteriormente detassato da questo Governo? Aumenti contrattuali nel II livello di contrattazione da aggiungere a quelli insufficienti del CCNL? Riconoscimento degli arretrati non previsti dall’accordo del CCNL? Maggiorazioni per alcuni istituti? Aumenti delle tabelle del PdR? Maggiore disponibilità ai riconoscimenti professionali in attesa da anni o almeno sanatoria per i 4 livelli rimasti bloccati da decenni?
Su un punto l’azienda investe…la riduzione del perimetro occupazione e del costo del lavoro attraverso 2 direttrici: 350 possibili uscite anticipate tramite la procedura 223/91 con l’adesione volontaria tramite la mancata opposizione, quindi la fruizione della naspi più incentivi da trattare individualmente; 1000 uscite anticipate tramite la nuova procedura dell’assegno straordinario tramite il fondo di solidarietà. Quasi un 10% in meno senza alcuna dichiarazione o accordo di nuove assunzioni.
Per non parlare del passaggio alla sezione CrmBPo di Telecontact che porterà ulteriori risparmi nei conti del gruppo.
Dal 2019 non si rinnova il II livello, al contrario si fanno accordi spezzettati su punti specifici (PDR, Lavoro Agile, ecc). Pensiamo si debba aprire la discussione sul II livello per recuperare almeno una parte di quanto perduto.
Purtroppo si continua a dire, con l’appoggio dei soliti noti: va tutto bene Madama la Marchesa!
Roma 10/03/2026
COBAS TIM